Home Primo Piano Koch-Glitsch ad Aprilia, nessun ripensamento sui licenziamenti

Koch-Glitsch ad Aprilia, nessun ripensamento sui licenziamenti

I sindacati e la Regione Lazio attendono la convocazione del tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per difendere i lavoratori

- Pubblicità -
- Pubblicità -

Il tavolo di confronto in Regione sulla vertenza Koch-Glitsch di Aprilia non ha portato significative novità sul fronte occupazionale. Resta alta la preoccupazione per il piano della multinazionale statunitense, specializzata nella produzione di tecnologie per l’industria chimica e petrolchimica, che sarebbe orientata a trasferire parte della produzione fuori dai confini nazionali. Una scelta che, a livello locale, comporterebbe il licenziamento di 64 lavoratori dello stabilimento di Aprilia, pari a circa il 40% dell’organico. Il sito apriliano è il più grande del gruppo in Italia, che complessivamente impiega circa 200 dipendenti.

L’azienda ha infatti confermato la volontà di procedere con i licenziamenti e, al momento, non intende sospendere le relative procedure. A renderlo noto è la Uil, presente all’incontro con il segretario generale Domenico Bonanni e il funzionario Mauro Evangelista.

«L’azienda ha confermato la propria posizione e, al momento, non intende sospendere i licenziamenti. Ha però manifestato un’apertura al ricorso alla cassa integrazione, alla possibilità di prevedere incentivi all’esodo volontario e alla revisione del numero degli esuberi», si legge nella nota diffusa dal sindacato.

Le segreterie sindacali e la Regione Lazio restano ora in attesa della convocazione del tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sollecitando un’accelerazione del confronto per individuare soluzioni concrete a tutela dell’occupazione e del futuro dei lavoratori.

Parallelamente è stato aperto un tavolo con i coordinatori nazionali delle tre organizzazioni sindacali.

Durante la riunione si è svolta anche una partecipata manifestazione dei lavoratori davanti alla sede della Regione Lazio. Con il presidio, i dipendenti hanno ribadito la richiesta di salvaguardare i posti di lavoro e hanno chiesto alle istituzioni e all’azienda di individuare una soluzione condivisa per scongiurare gli esuberi.

- Pubblicità -
Exit mobile version