La partecipazione ai Mondiali si conquista sul campo, non per vie traverse. È la posizione netta dell’on. Giovanna Miele, che boccia l’ipotesi di un possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 al posto dell’Iran.
Una proposta che, secondo la parlamentare, va respinta per una questione di principio: il rispetto del merito.
Ripartire dopo il crollo
La terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali rappresenta, per Miele, il punto più basso nella storia recente del calcio italiano.
Da qui la necessità di abbandonare polemiche e divisioni e concentrarsi su una rifondazione concreta del sistema.
I nodi del sistema
Nel mirino finiscono le criticità economiche della Serie A, con bilanci in perdita e una competitività internazionale in calo.
A fronte di questo, emergono segnali positivi dai settori giovanili, con le nazionali Under protagoniste a livello europeo.
Le proposte
Tra le priorità indicate:
rafforzare il legame tra sport e scuola, sostenere il calcio dilettantistico, valorizzare i giovani talenti e incentivare una gestione più sana dei club.
Obiettivo: rilanciare il sistema partendo dalle basi.
“Ripartire dalle ceneri”
Il messaggio è chiaro: il calcio italiano deve ricostruirsi senza scorciatoie.
Per Miele, accettare un ingresso “dalla finestra” ai Mondiali significherebbe rinunciare ai valori che hanno reso grande la Nazionale.
