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Inchiesta sullo spionaggio informatico a Napoli, coinvolto un uomo che risiede a Sperlonga

Si tratta di un 60enne che sarebbe parte della rete che, secondo la Procura partenopea, aveva messo in piedi una rete illegale di dati di vip

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La maxi indagine sugli agenti di polizia che estraevano dati di vip e li rivendevano in modo illegale vede coinvolta anche una persona campana di 60 anni ma residente in provincia di Latina e precisamente a Sperlonga.

L’inchiesta sullo spionaggio che è arrivata in mattinata agli onori della cronaca nazionale ha fatto scoprire un sistema illegale che vedeva coinvolte varie figure cedendo in modo illegale dati privati anche di cantanti, calciatori vip o persone comuni.

A far avviare l’indagine degli accessi anomali da parte di due agenti di polizia giudiziaria che in due anni avevano totalizzato un ammontare esagerato di verifiche informatiche non autorizzate (parliamo di circa 730 mila casi).

Si parla di una presunta organizzazione criminale dedita all’intrusione nei sistemi informatici, ma anche alla corruzione e divulgazione di informazioni riservate d’ufficio.

Coinvolti circa 30 agenti di polizia destinatari di varie misure cautelari (4 in carcere, 6 ai domiciliari, 19 con obbligo di dimora). Molte di più le persone indagate a vario titolo.

Secondo quanto reso noto dalla Procura di Napoli, l’organizzazione aveva addirittura un tariffario sui dati che oscillava dai 6 ai 25 euro per ogni accesso con cifre complessive molto importanti. Come reso noto dal Procuratore Gratteri, è stato sequestrato un server dove si trovava questa mole di dati raccolti illecitamente.

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