Un impianto agrivoltaico da oltre 11 megawatt, di medie-grandi dimensioni, destinato a interessare più di 22 ettari di terreno agricolo, e un procedimento che coinvolge oltre cento intestatari catastali. È questo il quadro che emerge dall’iter autorizzativo del progetto presentato da un privato e previsto in località La Cogna, a nord di Aprilia, dove la realizzazione del sito e delle relative opere di connessione entra in una nuova fase.
L’area interessata si trova nei pressi della Strada Provinciale 13, all’incrocio con via delle Acacie, che dovrebbe sorgere proprio nelle vicinanze della scuderia dove Varenne è cresciuto, in un contesto caratterizzato dalla presenza di insediamenti industriali, terreni agricoli e abitazioni.
Uno degli aspetti che caratterizzano l’attuale fase dell’iter riguarda le aree necessarie alla realizzazione dell’opera. L’avviso, pubblicato sull’ Albo pretorio del Comune di Aprilia, con affissione n. 3109, contiene un lungo elenco di particelle catastali intestate a persone fisiche, società ed enti.
Sulla base dell’elenco esaminato, risultano indicati tra persone fisiche, oltre a diverse società ed enti, un totale di circa 108 soggetti distinti. La fase attuale non riguarda ancora all’espropriazione dei terreni, poiché l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio costituisce una fase distinta dalle eventuali successive dichiarazione di pubblica utilità. L’avviso prevede un termine di 30 giorni dalla pubblicazione per la presentazione, da parte degli interessati, di eventuali osservazioni, memorie scritte e documenti.
Si tratta quindi di una fase procedurale nella quale i soggetti coinvolti possono far pervenire all’Amministrazione elementi utili in relazione alle aree e alle particelle interessate dall’opera. Parallelamente prosegue l’iter relativo alla valutazione degli impatti ambientali. Nel corso dell’istruttoria sono emersi diversi aspetti tecnici sui quali sono stati richiesti ulteriori approfondimenti.
Tra gli enti coinvolti figura Arpa Lazio, che ha formulato osservazioni riguardanti in particolare rumore, vibrazioni e campi elettromagnetici, oltre ad alcuni aspetti relativi alle opere di connessione e al cavidotto. Le richieste dell’Agenzia rappresentano approfondimenti tecnici nell’ambito dell’istruttoria e non costituiscono, di per sé, un giudizio complessivo di approvazione o di rigetto del progetto. L’impatto acustico, infatti, riguarda soprattutto la fase di cantiere ed emergono previsioni di superamento dei limiti acustici in alcune condizioni di lavorazione. Il progetto prevede specifiche misure di mitigazione.
Tra gli aspetti ancora da definire figura anche la viabilità. Nelle precedenti fasi dell’istruttoria, l’Ufficio della Provincia di Latina aveva evidenziato alcune criticità legate alla prevista posa del cavidotto lungo la S.P. 13, strada già interessata dalla presenza di diversi sottoservizi. Un ulteriore elemento riguardava l’ipotesi di collegamento del cavidotto, mediante supporti rinforzati, a una struttura di attraversamento stradale e ferroviario.
Nel corso dell’iter sono stati acquisiti anche i pareri degli altri uffici competenti.
L’ufficio PAI ha rilevato che l’area interessata non ricade in ambiti classificati dal Piano di Assetto Idrogeologico come soggetti a pericolosità idraulica.
L’ufficio competente ha quindi espresso parere favorevole, riservandosi eventuali prescrizioni a seguito di un apposito sopralluogo.
La realizzazione dell’impianto porterà inevitabilmente con sé una ricaduta economica sul territorio: la fase di cantiere richiederà manodopera e servizi e potrebbe generare un piccolo indotto per le attività della zona. Ma la domanda riguarda soprattutto ciò che accadrà dopo, una volta terminati i lavori e avviato l’impianto.
Ad Aprilia la presenza di impianti fotovoltaici è ormai significativa e, con nuovi progetti, torna al centro del dibattito il rapporto tra produzione di energia rinnovabile e consumo di suolo agricolo.
È un tema che assume un significato particolare in un territorio segnato da una lunga storia industriale. Per decenni, i terreni agricoli hanno rappresentato una risorsa disponibile a costi relativamente contenuti e, proprio per questa ragione, hanno attirato insediamenti produttivi e nuove attività economiche.
Oggi lo scenario sembra in parte cambiare. Al posto delle fabbriche, almeno in alcune aree, arrivano grandi impianti destinati alla produzione di energia.
È una sorta di rovesciamento della prospettiva industriale del passato: allora il terreno agricolo veniva trasformato per fare spazio alla produzione manifatturiera; oggi può essere destinato alla produzione energetica.
La questione centrale è il futuro di queste aree e quale equilibrio il territorio intenda trovare tra la necessità di sviluppare le energie rinnovabili e la tutela dei terreni agricoli.
E la domanda che resta sullo sfondo è semplice: quale sarà il bilancio per il territorio, una volta conclusa la fase del cantiere e iniziata quella, molto più lunga, della produzione di energia?
Impianto agrivoltaico ad Aprilia: 100 privati coinvolti nell’istruttoria
L'avviso apre la procedura nella quale i soggetti coinvolti possono far pervenire all’Amministrazione elementi utili alle aree interessate
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