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Il Tribunale del Ri-Riesame

Il Tribunale del Riesame riapre la discussione sulla struttura commerciale di via del Lido dopo l’invio della verificazione disposta dal TAR

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Di ordinanze in calcio d’angolo se ne sono viste in tutte le salse e a firma di tribunali di ogni ordine e grado, ma quella che introduce la fattispecie giuridica del Ri-Riesame era inedita. Chiamati su invito della Corte di Cassazione a pronunciarsi sull’ormai annosa questione della struttura commerciale in odore di lottizzazione abusiva realizzata in via del Lido a Latina, nel quartiere Q3, i giudici del Tribunale del Riesame di Latina si erano riuniti in udienza il 23 giugno scorso, riservandosi come da prassi la decisione e le relative motivazioni. Qualche giorno dopo, in maniera del tutto informale, e non potrebbe essere stato altrimenti, qualcuno aveva lasciato in cancelleria una copia della relazione di verificazione svolta dall’ingegnere Salvatore Pannunzio sull’iter amministrativo del caso Q3, verificazione disposta lo scorso anno dal Tar di Latina e affidata al Presidente dell’ordine degli ingegneri di Latina che a sua volta, soltanto ad aprile scorso, l’aveva affidata al collega Pannunzio.

La data in calce alla relazione di verificazione è quella del 26 giugno scorso, tre giorni dopo lo svolgimento dell’udienza del Riesame, quello ancora normale, non raddoppiato, e quindi non poteva in alcun modo finire nel fascicolo del procedimento peraltro già vagliato e praticamente concluso nell’udienza del 23 giugno. Porte sbarrate ai ritardatari, come vuole l’articolo 127 del codice di procedura penale, ma finestre rigorosamente aperte in Piazza Buozzi. Spalancate, come si evince dall’ordinanza appena sfornata dal Riesame. Si apprende che in data 2 luglio attraverso una Pec sia stata trasmessa la relazione dell’ingegner Pannunzio e i giudici, vista la rilevanza del caso in esame, hanno ritenuto doveroso approfondire la materia alla luce della verificazione richiesta dal Tar per un vecchio procedimento amministrativo che non ha alcun senso tenere in vita perché legato a un diniego autorizzativo poi superato.

Tanto doveroso da azzerare la precedente udienza e fissarne una nuova con allegata agli atti anche la verificazione di Pannunzio. Lasciamo pure da parte l’osservanza del codice, siamo di fronte ad una autodelegittimazione del ruolo da parte dei giudici del collegio che ha emesso questa ordinanza, che di fronte ad un fascicolo monumentale che vanta cinque anni di documentazione prodotta tra indagini, rinvii a giudizio, decreti di sequestro del Tribunale, quattro udienze di riesame, due pronunce della Corte di Cassazione, sentono il bisogno di avere sottomano la relazione tardiva di un ingegnere. Nessuno si offenda se i cittadini si fanno beffe dell’iscrizione che V campeggia alle spalle dei giudici in ogni aula di tribunale, perché la legge non è uguale per tutti.

A beneficio esclusivo dei lettori, l’articolo 127 del codice di procedura penale disciplina l’udienza in camera di consiglio. Si svolge senza la presenza del pubblico. La partecipazione delle parti è facoltativa. Il giudice avvisa tutti gli interessati almeno 10 giorni prima. Le parti possono depositare documenti scritti (memorie) fino a 5 giorni prima dell’udienza.

Sembra tutto abbastanza chiaro, a parte il Ri-Riesame, che esordirà nell’udienza fissata per la data del 25 settembre.

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Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.
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