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I Carabinieri di Latina hanno un nuovo comandante, si insedia il colonnello Luca Palmieri

Il comandante ha fissato le priorità, dal contrasto dei reati comuni al crimine organizzato, passando per prevenzione e lotta al caporalato

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Nel corso di un incontro con i giornalisti, si è presentato alla città il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri di Latina, il colonnello Luca Palmieri. Ha 54 anni, è originario di Santa Croce di Magliano in provincia di Campobasso e ha iniziato la carriera nell’Arma nel 1993. Nella provincia pontina arriva dopo un incarico presso il Comando generale dei Carabinieri, ma nei quattro anni precedenti è stato comandante del Gruppo carabinieri di Roma, ruolo nel quale ha maturato una notevole esperienza. Tra gli incarichi precedenti, spiccano quelli di comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile di Misilmeri a Palermo e di comandante delle Compagnie di Tivoli a Roma e di Bologna centro.

Per il suo nuovo incarico da comandante provinciale dei Carabinieri di Latina ha le idee chiare. «Ritengo sia presto per parlare di questo territorio – ha esordito il colonnello Luca Palmieri – Ma intendo procedere seguendo il solco tracciato dal mio predecessore, il colonnello Christian Angelillo al quale sono legato da un’amicizia ormai ventennale. Tra i temi che intendo trattare c’è sicuramente il contrasto dei reati comuni, la cosiddetta microcriminalità che incide direttamente sulla sicurezza dei cittadini. Poi ovviamente c’è il contrasto della criminalità organizzata e con essa i traffici di droga e gli interessi delle organizzazioni che arrivano da fuori provincia. Ritengo però che sia altrettanto importante, oltre al contrasto dei reati, anche la prevenzione, che deve partire dai più giovani. Per questo ho dato direttive agli ufficiali del Comando provinciale di incentivare la presenza dei carabinieri nelle scuole».

Tra le prorità fissate dal colonnello Luca Palmieri, c’è poi un’attività peculiare del territorio pontino. «Un altro tema che ritengo debba meritare attenzione è quello del contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro nero – sottolinea il nuovo comandante provinciale – Perché ritengo che debba essere assicurata dignità ai lavoratori, ma anche aiutare le aziende, col nostro intervento, a operare rispettando quella dignità».

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