Schiume bianche o giallastre, acqua torbida, colorazioni tendenti al verde o al marrone. Dopo settimane di segnalazioni arrivate da cittadini e Guardia Costiera lungo il litorale di Gaeta, Formia e Minturno, Arpa Lazio mette nero su bianco i risultati dei propri controlli.
Il dato principale è netto: tutti i campioni di balneazione effettuati da aprile ad agosto nel Golfo di Gaeta sono risultati conformi ai limiti previsti dalla normativa.
La nota dell’Agenzia, datata 18 agosto, risponde alle numerose comunicazioni ricevute nei mesi di luglio e agosto sulla presenza di scie, schiume e fenomeni di torbidità lungo la costa.
Cosa significa davvero “acqua balneabile”
Arpa chiarisce però un punto importante: la balneabilità non viene stabilita in base al colore o alla trasparenza del mare.
La normativa prende in considerazione due indicatori microbiologici: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Per le acque marine, i limiti su un singolo campione sono rispettivamente di 500 e 200 MPN ogni 100 millilitri.
I risultati allegati alla nota mostrano valori ampiamente inferiori alle soglie nei punti monitorati a Gaeta, Formia e Minturno. Anche i controlli effettuati ad agosto risultano conformi.
Questo significa che, sulla base dei parametri previsti per la balneazione, non è stato rilevato inquinamento microbiologico tale da determinare il superamento dei limiti di legge.
Le schiume possono dipendere dalle alghe
Diverso è il discorso per le anomalie visibili in mare.
Secondo Arpa, colorazioni e schiume possono essere legate alle fioriture di microalghe, favorite dalle temperature e dalla presenza di nutrienti. Nel corso del 2026 nel Golfo e sul litorale pontino sono stati rilevati diversi episodi.
A Formia, ad esempio, il 28 aprile è stata registrata un’elevata presenza di Prorocentrum triestinum, associata a colorazioni marrone-verdi e schiume. A maggio e giugno è comparsa più volte Tenuicylindrus belgicus, capace di produrre acqua torbida e schiume ma per la quale non viene segnalata tossicità.
Nelle ultime settimane è stata invece particolarmente diffusa lungo il litorale pontino la Fibrocapsa japonica, responsabile di colorazioni giallo-marroni.
Arpa precisa che questa microalga non impedisce la normale balneazione e non rappresenta un rischio igienico-sanitario diretto per l’uomo, anche se può risultare dannosa per pesci e molluschi.
Il caso Ostreopsis e le chiusure temporanee
Non tutte le fioriture sono però uguali.
Il documento richiama anche la presenza di Ostreopsis ovata, microalga potenzialmente tossica che, in determinate concentrazioni, può provocare disturbi temporanei nell’uomo attraverso l’aerosol marino.
Nel 2026 è stata rilevata il 18 giugno al porticciolo romano di Formia e il 23 luglio alle Grotte di Tiberio, con conseguenti provvedimenti sulla balneazione. In questi casi Arpa monitora le concentrazioni e, quando vengono superate le soglie previste, informa il Comune per l’adozione delle ordinanze necessarie.
Le segnalazioni da Scauri e l’intervento della Guardia Costiera
Particolarmente numerose sono state le segnalazioni provenienti da Scauri.
Tra gli atti allegati alla risposta di Arpa figura anche una comunicazione della Delegazione di Spiaggia del 12 agosto, nella quale la Guardia Costiera riferiva di «innumerevoli segnalazioni» per scie schiumose bianche o giallastre e materiale addensato lungo il litorale, chiedendo nuovi campionamenti nell’ambito di una delega della Procura della Repubblica di Cassino.
Già il 30 luglio erano stati prelevati due campioni davanti al Lido Sirene, dopo la presenza di scie estese per circa 300 metri parallelamente alla costa.
Arpa, nella propria nota generale, ribadisce comunque che i campionamenti ufficiali effettuati nell’intera area del Golfo hanno continuato a rispettare i parametri microbiologici previsti.
«Meglio non immergersi direttamente nelle schiume»
L’Agenzia ricorda infine che le schiume possono formarsi anche dopo giornate di forte vento o moto ondoso, quando le onde concentrano sostanze naturali prodotte dal plancton insieme a materiale organico o frammenti presenti sulla superficie.
Per prudenza Arpa sconsiglia di immergersi direttamente nelle formazioni schiumose, suggerendo di attendere che si disperdano o raggiungano la battigia.
Il quadro tracciato dall’Agenzia distingue quindi due aspetti che nelle ultime settimane sono spesso stati sovrapposti: le anomalie visive del mare possono esistere anche in presenza di parametri microbiologici compatibili con la balneazione. Le singole fioriture algali, tuttavia, continuano a essere monitorate perché alcune specie possono richiedere specifiche misure di tutela.
