Latina si è fermata nella mattinata del 10 febbraio 2026 per commemorare il Giorno del Ricordo, solennità civile istituita per preservare e rinnovare la memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Un appuntamento carico di significato storico e morale, che ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, unite nel dovere della memoria e della riflessione condivisa.
La cerimonia ha avuto inizio alle ore 10.15 con la celebrazione della Santa Messa presso la Parrocchia Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Un momento di raccoglimento spirituale che ha rappresentato il cuore simbolico della mattinata, nel segno del silenzio e della preghiera per le vittime di una delle pagine più dolorose del Novecento italiano.
Alle 11 si è svolta la deposizione della corona commemorativa presso il monumento intitolato ai Martiri delle Foibe, che si trova in piazzale Trieste. Un gesto sobrio ma denso di significato, accompagnato dalla presenza delle autorità e di numerosi cittadini, che hanno voluto testimoniare la vicinanza della comunità a una memoria troppo a lungo trascurata.
A seguire, la voce delle istituzioni con gli interventi. Hanno preso la parola il vicepresidente provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Piero Simoneschi, il sindaco di Latina Matilde Celentano, e il Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella. Nei loro discorsi è stato ribadito il valore della memoria come strumento di consapevolezza storica e di responsabilità civile, sottolineando l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza dei tragici eventi che colpirono migliaia di italiani al termine della Seconda guerra mondiale.
Il Giorno del Ricordo, celebrato ogni anno il 10 febbraio, è stato istituito con la legge 92 del 30 marzo 2004 per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, nonché dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. Le Foibe – cavità carsiche diffuse nell’area del confine orientale italiano – divennero teatro di eccidi compiuti tra il 1943 e il 1945, in un contesto segnato da tensioni etniche, politiche e territoriali. A tali violenze seguì l’esodo di centinaia di migliaia di italiani costretti ad abbandonare le proprie case e i propri beni.
La commemorazione svoltasi a Latina si è inserita in un quadro nazionale di iniziative volte a promuovere una memoria condivisa, fondata sulla verità storica e sul rispetto delle vittime. Una memoria che non intende alimentare divisioni, ma rafforzare i valori della democrazia, della pace e della convivenza tra i popoli.
