Prima sono comparse le piccole tartarughe sulla sabbia. Solo dopo si è scoperto da dove fossero arrivate.
È successo a Formia, nella zona di Gianola-Santo Janni, nei pressi del Lido Tortuga, dove un nido di Caretta caretta è stato individuato soltanto dopo l’inizio della schiusa.
Nella notte tra il 9 e il 10 agosto alcuni ragazzi hanno notato le tartarughine dirigersi verso il mare e hanno segnalato quanto stava accadendo. L’intervento degli esperti della Rete TartaLazio ha permesso di risalire al punto dal quale erano emerse, confermando così la presenza di un nido che fino a quel momento non era stato censito.
È il tredicesimo nido individuato nel Lazio durante questa stagione.
Una stagione particolare per la Riviera di Ulisse
Il caso di Formia si inserisce in un’estate particolarmente significativa per la Riviera di Ulisse.
Sulla spiaggia dell’Ariana a Gaeta si è già verificata la schiusa di un nido censito, mentre a Sperlonga si è ancora in attesa. Secondo quanto evidenziato nel comunicato, negli ultimi dieci anni non era mai stata registrata una presenza così meridionale di nidificazioni lungo il litorale laziale.
Il monitoraggio viene portato avanti dalla Rete TartaLazio insieme al Servizio Naturalistico del Parco Regionale Riviera di Ulisse.
Giovanchelli: «La natura riesce ancora a sorprenderci»
«Quello che sta accadendo quest’estate lungo la Riviera di Ulisse ci emoziona e, allo stesso tempo, ci responsabilizza – sottolinea il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli – La presenza delle tartarughe marine in questi tratti di costa non è soltanto una bella notizia, ma è un indicatore importante del valore dei nostri ecosistemi. Il fatto che negli ultimi dieci anni non avessimo mai registrato una presenza così meridionale dei nidi ci dice quanto sia prezioso il patrimonio naturale che abbiamo la responsabilità di custodire».
Particolare, per Giovanchelli, è proprio la modalità con cui è stato scoperto il nido formiano.
«Il caso di Formia è poi particolarmente significativo – aggiunge Giovanchelli – perché dimostra che la natura riesce ancora a sorprenderci anche nei luoghi maggiormente frequentati dall’uomo. Una tartaruga ha scelto la zona di Gianola-Santo Janni, vicino al Lido Tortuga, per deporre le proprie uova e noi abbiamo scoperto il nido soltanto quando le piccole hanno iniziato il loro viaggio verso il mare. È una storia che ci ricorda quanto sia importante osservare, segnalare e soprattutto rispettare ciò che accade sulle nostre spiagge».
Taddeo: «Un patrimonio naturale straordinario»
Anche il sindaco Gianluca Taddeo lega il ritrovamento alla necessità di tutelare il litorale.
«La scoperta di questo nido a Gianola-Santo Janni è una notizia che ci riempie di orgoglio – commenta Taddeo – perché dimostra quanto il nostro mare e il nostro litorale rappresentino un patrimonio naturale di straordinario valore. Ma è anche un richiamo alla responsabilità: dobbiamo continuare a tutelare le nostre spiagge, a rispettare l’ambiente e a lavorare perché Formia possa essere sempre più una città sostenibile, capace di coniugare turismo, qualità del mare e protezione dell’ecosistema».
L’assessore all’Ambiente Francesca Di Rocco sottolinea invece l’importanza della segnalazione arrivata dai ragazzi.
«Questo ritrovamento ci insegna che la tutela ambientale passa anche attraverso la sensibilità e la partecipazione dei cittadini – dichiara l’assessore – La segnalazione dei ragazzi che hanno assistito alla nascita delle piccole tartarughe è stata fondamentale e dimostra quanto ciascuno possa contribuire concretamente alla salvaguardia del nostro patrimonio naturale. Come amministrazione continueremo a sostenere le attività di monitoraggio, sensibilizzazione e tutela del litorale, nella consapevolezza che la qualità dell’ambiente è una risorsa fondamentale per Formia e per il futuro del nostro territorio».
Dopo Ferragosto lo scavo del nido
L’attenzione resta adesso concentrata sul nido di Gianola-Santo Janni.
Dopo Ferragosto è previsto lo scavo che permetterà di verificarne lo stato, controllare l’eventuale presenza di altre tartarughe vive rimaste all’interno e soprattutto stabilire quante uova siano effettivamente schiuse.
Nella notte successiva alla prima scoperta, inoltre, un’altra tartarughina è emersa dal nido ed è riuscita a raggiungere il mare.
Non è il primo segnale registrato quest’anno a Formia. Nel mese di luglio un’altra Caretta caretta aveva risalito la spiaggia di Vindicio, senza però deporre le uova.
Parco e Comune ricordano infine che, in caso di impronte sulla sabbia o di una tartaruga intenta a risalire la spiaggia, è necessario effettuare una segnalazione al 1530.
