Non c’era di certo la folla oceanica delle convention di Forza Italia al palazzetto dello sport, ma nella nuova sede del Partito Democratico di Fondi in via Cesare Augusto, domenica pomeriggio si registrava un entusiasmo che in molti non hanno nascosto mancasse da tempo.
Presenti la vice segretaria regionale del partito, nonché consigliera comunale di Latina Valeria Campagna, e il consigliere alla Pisana del Pd Salvatore La Penna. Ma si può sostenere che a fare la differenza siano stati gli interventi dei militanti e dirigenti locali.
In primis quello del segretario di circolo, il giovane Lorenzo Cervi che, non solo ha voluto ribadire quello che spesso gli esponenti dell’opposizione locale tendono ad enfatizzare – “non è vero che siamo tutti uguali” – ma ha anche messo al centro quelli che dovrebbero essere, per la dirigenza del partito progressista, dei punti programmatici.
Poi, quello che forse era l’intervento più atteso, parliamo del consigliere comunale Salvatore Venditti, ormai da settimane chiacchierato come possibile candidato alla carica di primo cittadino. Nel suo intervento, fatto di grandi aperture verso una coalizione progressista il più ampia possibile – sembra che indirettamente l’appello fosse rivolto da una parte ai Cinque Stelle e dall’altra ai moderati di Azione e Italia Viva – ha spiegato come il direttivo ha chiesto la sua disponibilità e lui l’ha data. Malgrado ciò, non c’è stata nella sede di ieri alcuna ufficializzazione perché manca ancora la coalizione.
A margine dell’evento, i Dem sembrano convinti di voler chiudere la doppia partita (coalizione e candidato sindaco) entro la fine di febbraio o al massimo i primi giorni di marzo, per avere quasi tre mesi di campagna elettorale e cercare di colmare un gap che al momento sembra comunque abbastanza ampio.
Ma l’entusiasmo registrato dentro e fuori dalla sede, con molti che non sono riusciti ad entrare per via dell’affluenza, e un parterre di interventi fatti di ex consiglieri comunali, attuali dirigenti e molti giovani, lascia agli esponenti progressisti la percezione che il vento possa cambiare. Ma per vedere se l’impressione sia giusta, bisognerà attendere almeno l’inizio della campagna elettorale e, al momento, al netto di annunci, ciò non è ancora avvenuto.
