L’ultima tornata di interrogazioni a caccia di risposte nel question time di lunedì scorso ha visto sul piatto un paio di disavventure amministrative che secondo la consigliera del Movimento 5 stelle Maria Grazia Ciolfi bastano da sole a “fotografare un’amministrazione che raschia il fondo, incapace di garantire regole, risposte e rispetto delle istituzioni”.
Le risposte che la Ciolfi cercava riguardano rispettivamente la revoca della concessione mineraria delle Terme di Fogliano, e la consulenza gratuita prestata dall’avvocato Giacomo Mignano, consulenza che si estende anche alla rappresentanza del Comune di Latina nell’assemblea dei soci di Acqualatina, ma senza una delega approvata dal Consiglio comunale.
Dopo aver perso per insipienza la titolarità dei terreni della società Terme di Fogliano di cui era il maggiore azionista, il Comune si è visto revocare la concessione mineraria che fino a ieri gli consentiva comunque di esercitare un controllo sul destino dell’area a ridosso della marina, e l’annuncio di una richiesta del sindaco alla Regione Lazio per ottenere una proroga dei termini di una revoca già avvenuta, fa sorridere, soprattutto perché l’amministrazione in carica, dall’estate 2023 ad oggi non ha mai manifestato alcun tipo di interesse verso una eventuale riacquisizione dei 72 ettari di terreno pignorati alla Terme di Fogliano spa, né, come abbiamo visto, sufficiente interesse per la concessione mineraria. Quanto all’incarico gratuito dell’avvocato Mignano, la questione è tornata di grande attualità all’indomani del rinvio a giudizio di Mignano, insieme ad altre venticinque persone, per la vicenda della presunta bancarotta di LatinaAmbiente.
Un suggerimento per la consigliera Ciolfi: non serve la domanda insidiosa sulla compatibilità della consulenza prestata da un professionista imputato in un processo che vede il Comune di Latina costituito parte civile, perché quello che ci si dovrebbe chiedere è che senso abbia la presenza di un consulente mentre l’amministrazione comunale subisce la revoca di una concessione mineraria e mentre rischia seriamente di scontrarsi contro il muro di una crisi politica provocata dalla dissennata gestione, da parte del Comune di Latina, degli interessi dell’utenza e del ruolo di capofila dell’assemblea dei soci.
Per finire, ad onor di cronaca, l’avvocato Mignano si è dimesso dal ruolo di consulente del Sindaco già nel 2024, e le sue dimissioni sono state regolarmente protocollate, il che comporta, senza bisogno di accettazione da parte del primo cittadino o di altri, l’avvenuta cessazione del rapporto di collaborazione con il Comune. Anche se, sempre per rispetto della cronaca, l’avvocato Mignano continua a rappresentare il Comune capoluogo nelle riunioni e nelle assemblee di Acqualatina.
Lui sostiene comunque di poterlo fare.
Raschiare il fondo? Rispettare le regole?
Tranquilli, siamo su scherzi a parte. Questo è il Comune di Latina.
