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Elezioni a Fondi, chi vince (Forza Italia) e chi perde (tutti gli altri)

L'analisi del voto è un bagno di sangue che annienta i non allineati di centrodestra e rafforza la leadership di Fazzone nel suo territorio

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A Fondi la guerra al senatore Fazzone meglio non farla, altrimenti, tocca raccogliere i cocci. Potrebbe essere questo il senso del commento post voto che ha visto stravincere la coalizione di Forza Italia e insediarsi quale primo cittadino Vincenzo Carnevale.

Qualcuno ha parlato di percentuali “bulgare” ed effettivamente è stato così. Che rispetto a sei anni fa le cose fossero diverse già ai nastri di partenza lo si era capito salvo poi, però, vedere che un po’ tutti gli sfidanti puntassero su una narrazione – da campagna elettorale – in cui ci sarebbe stata una partita aperta, con il ballottaggio lì, a portata di mano. La realtà è stata ben diversa: il 62,98 % per il candidato sindaco con quasi 14 mila voti raccolti; ben oltre gli 11 mila e spicci necessari per vincere al primo turno.

Inquietante il dato sulle liste: la coalizione (ovvero l’insieme dei voti di lista in sostegno di Carnevale) ha raccolto il 71,50% – 15.352 voti su circa 22 mila, al netto delle bianche e le nulle – e se non è plebiscito questo, difficile davvero trovare un modo diverso per definirlo.

E tutti gli altri? Con un insieme di distinguo doverosi, tutti a leccarsi le ferite. Fratelli d’Italia con la candidata sindaco Annarita Del Sole che, insieme ai suoi compagni di partito si era detta pronta al ballottaggio, si è ritrovata con “appena” 3 mila voti. Numeri buoni per fare secondi e in linea con quello che fece lo stesso Giulio Mastrobattista nel 2020 con allora tre liste in supporto compresa quella della Meloni; ma c’è una “ma”, ovvero che i voti del presidente del consiglio comunale uscente non c’erano (andati semmai a Forza Italia vista la candidatura della figlia, eletta per la prima volta) e sempre in quell’area dovevano esserci, invece, i voti di Luigi Parisella che la volta prima andò al ballottaggio con Maschietto raccogliendo 4 mila voti e che questa volta pare spingesse per la dirigente scolastica. Certo, il gruppo di FdI dovrebbe passare da due a tre consiglieri, ovvero i due uscenti (Stefano Marcucci e Luigi Vocella) e la stessa Del Sole, ma per chi era certo di andarsi a giocare la partita al secondo turno, sembra più un contentino.

Insomma, se l’affluenza è scesa di qualche punticino percentuale le opposizioni sono abbastanza crollate, ma soprattutto a finire male sono stati gli altri partiti del centrodestra. Oltre a Fratelli d’Italia c’è la Lega che è praticamente sparita, non trovando neppure posto in consiglio comunale: 1,60% il “peso” elettorale di lista, 2,60% per il candidato sindaco Tonino De Parolis che ha raccolto meno di 600 preferenze. E la cosa bella è che alcuni ritenevano sarebbe stato impossibile fare peggio di cinque anni fa quando i voti di lista furono appena oltre 2%, ma si stava in coalizione con Forza Italia e, a sostegno di Maschietto venne anche il leader nazionale Matteo Salvini.

Sorride, ma a denti stretti, il civico Francesco Ciccone che parla di un consolidamento dell’elettorato e una crescita di consensi in termini sia analitici che percentuali. Dato assolutamente vero (i voti al sindaco erano 1.800 circa nel 2020 e sono diventati 2.200 lunedì); anche le liste sono passate da 1.164 a 1.469, ma “Fondi Vera”, la sua civica, è rimasta praticamente stabile. A fare la differenza è stata la seconda lista in appoggio. Oggettivamente un po’ pochino per chi, pur senza dirlo molto chiaramente, era abbastanza certo di andare al ballottaggio e invece si ritrova in consiglio ancora come unico esponente della sua coalizione.

Potrebbe sorridere leggermente di più, ma probabilmente per dignità non lo fa neppure lui, Salvatore Venditti candidato del centrosinistra che per primo ha ammesso la sconfitta sui social. Potrebbe farlo perché oltre all’exploit del centrodestra governativo, è l’unico ad avere i numeri davvero in positivo: non tanto in termini elettorali, perché le percentuali dei suoi voti sono quasi aritmeticamente gli stessi della somma che l’altra volta presero Raniero De Filippis (Pd+Civica) e Giuseppe Manzo (M5S), compagini che questa volta sono andate unite. Ma soprattutto può sorridere perché ha raddoppiato la presenza in consiglio comunale. Oltre allo stesso candidato sindaco, infatti, è scattato il seggio per Gianmarco Di Manno. Ma anche in questo caso, seppur la volata tra Venditti e Ciccone ha favorito il primo, quella annunciata speranza di poter arrivare secondo e sperare nel secondo turno, sono altra cosa rispetto ad un’esigua, seppur cresciuta, rappresentanza in assise.

Dunque, tra totonomi per la Giunta e l’attesa per la convocazione del primo consiglio comunale, si può affermare senza problemi che le elezioni di Fondi le ha vinte Carnevale, Forza Italia, Fazzone e la compagine amministrativa uscente e, le hanno perse probabilmente tutti gli altri.

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