Nel primo weekend dalle temperature estive, a Terracina, decine di bagnanti presenti domenica mattina in spiaggia hanno fatto l’incontro inaspettato – e tutto sommato poco piacevole – con uno squalo.
Non si è di certo trattato di uno squalo bianco, trasformato in un mostro assetato di sangue più simile a un vampiro dei mari che non ad un animale carnivoro, secondo l’immaginario collettivo. Tutto merito del grande schermo e del genio di Steven Spielberg.
Ma esistono circa mezzo migliaio di specie di squali sparsi nei mari di tutto il mondo. Circa il 10% di queste, ovvero una cinquantina, sono quelle che si trovano nel Mediterraneo, e dunque, che è possibile “incontrare”, seppur non così facilmente.
La cosa più strana è sicuramente il fatto che l’animale si sia spinto fino a riva come mostrano diverse immagini riprese da persone in spiaggia che, incredule, si sono lasciate andare a commenti spaventati, nonostante in acqua innquel frangente non ci fosse nessuno.
In realtà, secondo gli esperti, dovrebbe trattarsi della cosiddetta Verdesca o squalo azzurro, una specie tra l’altro protetta e comune anche nei nostri mari. Un tipo di squalo che tendenzialmente non attacca l’uomo e, che dunque, non è un pericolo per esso.
Ma allora, perché tanta paura? Innanzitutto perché avvistamenti vicino alle coste si vedono di rado, e poi perché la verità è che c’è un prima e un dopo la lunga saga cinematografica de “Lo squalo”. E nel dopo, se esce una pinna dall’acqua, fosse anche quella di un pinguino, il campanello d’allarme che possa trattarsi del famigerato squalo bianco, scatta in automatico. E nella mente di molti, risuona persino la colonna sonora celebre in tutto il mondo.
