Due giornate per camminare lungo la storia e riflettere sul futuro di uno dei più importanti itinerari dell’antichità. A due anni dall’ingresso della Via Appia nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, Fondi ospiterà “Vivilappia”, una rassegna che punta ad accendere i riflettori sul valore storico, culturale e turistico della Regina Viarum e, in particolare, sul suggestivo tratto che attraversa le Gole di Sant’Andrea tra Fondi e Itri.
L’iniziativa, promossa dall’associazione Il Quadrato Fondi con il patrocinio di Comune di Fondi, Provincia di Latina e degli enti Parco del territorio, prenderà il via domenica 26 luglio con una passeggiata serale lungo l’antico basolato romano, all’interno del Parco Naturale dei Monti Aurunci. Un percorso immerso tra uliveti secolari e macchia mediterranea che sarà accompagnato dagli interventi dello storico Pino Pecchia e della poetessa Federica Sanguigni.
La rassegna proseguirà lunedì 27 luglio nel Chiostro di San Domenico con la presentazione del libro “Le emozioni della Via Appia” del giornalista e scrittore pontino Gian Luca Campagna. L’incontro sarà anche l’occasione per approfondire le prospettive aperte dal riconoscimento UNESCO e le ricadute che la valorizzazione dell’antica strada romana può avere sullo sviluppo culturale e turistico del comprensorio.
«Viaggiare lungo la Via Appia significa mettersi in cammino con occhi nuovi e lasciarsi guidare dalla curiosità», osserva Campagna. «Ho raccontato questi luoghi con lo spirito di chi continua a scoprirli, pur conoscendoli da sempre». Lo scrittore dedica poi un pensiero anche a Fondi, definendola «una città simbolo della Via Appia», capace di coniugare una storia millenaria con una vivace realtà contemporanea.
Al dibattito prenderanno parte, insieme all’autore, il sindaco Vincenzo Carnevale, il presidente della Provincia Federico Carnevale, il direttore del Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi Ermenio Corina e rappresentanti del mondo associativo e ambientale. Un appuntamento che intende trasformare il riconoscimento UNESCO in un’occasione concreta per rilanciare la conoscenza e la valorizzazione di uno dei patrimoni più preziosi del territorio pontino.
