Un’area all’interno di un’agriturismo della periferia di Latina era stata trasformata in una vera e propria discarica a cielo aperto, per lo stoccaggio illecito o peggio l’abbandono di rifiuti speciali, sia pericolosi che non. A scoprirla, nel corso dell’estate, sono stati i carabinieri forestali del Nucleo di Latina che hanno denunciato il titolare dell’azienda agricola, un uomo di 71 anni, ma hanno anche informato il Comune, tant’è vero che nel frattempo il sindaco ha firmato un’apposita ordinanza per intimare il ripristino dei luoghi, ovvero la bonifica dell’area.
La scoperta è stata fatta tra giugno e luglio all’interno di una tenuta di strada dello Scopeto, vicino Borgo Bainsizza. Alle spalle dei campi da gioco e della piscina, a ridosso delle coltivazioni, i carabinieri forestali del Nucleo di Latina hanno trovato “un deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, su nudo terreno agricolo” come si apprende dal testo dell’ordinanza. Nello specifico, i militari hanno trovato una quantità di rifiuti “stimata in circa 90 metri cubi, depositata in più punti (…) e occupando una superficie totale di circa 1.000 metriquadrati. I rifiuti depositati consistono perlopiù in materiale ferroso, materiale di risulta edile, materiale legnoso da sanitari in ceramica ed in vetroresina, elettrodomestici (R.A.E.E.), fusti, bidoni e tubi in P.V.C….”.
Insomma, l’abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo comportano tutte le sanzioni previste per il responsabile della proprietà, oltre all’obbligo di legge di procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa. Ora quindi la formalità del provvedimento del Comune, che ordina il ripristino dei luoghi in tempi brevi.
