Dalle questioni del territorio pontino ai tavoli istituzionali di Bruxelles. È su un tema di respiro europeo, quello della difesa comune dell’Unione, che interviene l’europarlamentare di Forza Italia-Salvatore De Meo, originario di Fondi e componente del gruppo del Partito Popolare Europeo al Parlamento europeo.
De Meo ha presentato nelle commissioni AFCO e SEDE la relazione di iniziativa sugli aspetti istituzionali della politica comune europea della difesa, elaborata insieme al collega tedesco Niclas Herbst. Il punto centrale del documento, secondo quanto spiega l’europarlamentare pontino, riguarda la necessità di rendere più efficace l’architettura decisionale dell’Unione.
«Non bastano le dichiarazioni politiche, servono istituzioni in grado di decidere e strumenti realmente operativi», sottolinea De Meo, partendo da uno scenario internazionale che, nella sua valutazione, richiede all’Europa una maggiore capacità di assumersi responsabilità sul fronte della sicurezza.
La proposta non parte dall’idea di costruire da zero una politica europea della difesa. Secondo De Meo, infatti, i Trattati già offrono una base giuridica significativa, ma sarebbe necessario renderne più concreti e funzionali i meccanismi. Da qui l’ipotesi di intervenire, dove necessario, anche attraverso modifiche mirate dei Trattati.
Tra gli strumenti indicati figura un maggiore ricorso alla maggioranza qualificata e alla cosiddetta «astensione costruttiva», con l’obiettivo di evitare che l’assenza di unanimità possa rallentare o bloccare le decisioni europee.
Un’impostazione che porta dunque a Bruxelles una riflessione maturata da un rappresentante politico profondamente legato al territorio pontino, ma che si confronta ora con una delle questioni strategiche dell’agenda europea. «L’Europa della difesa ha bisogno di una struttura all’altezza delle ambizioni che si è data», conclude De Meo.
