La vicenda che riguarda i danneggiamenti alle colonnine della fibra ottica in città a Fondi, continua a far parlare di sé: i carabinieri, nell’ambito delle indagini a seguito di querela, pare abbiano individuato il presunto colpevole. La situazione si è evoluta non solo per il clamore mediatico e il disservizio, ma anche perché giustamente qualcuno è passato alle vie legali sporgendo denuncia contro ignoti per i danneggiamenti e il disservizio subito.
I residenti della zona tra via Turati e via Catullo chiedevano da giorni l’installazione delle videocamere di sorveglianza per stanare il presunto colpevole e alla fine, prima ancora che arrivassero, potrebbe essere stata messa la parola fine alla vicenda: i militari, infatti, giunti sul posto per procedere con le indagini, hanno cercato informazioni utili e raccolto dichiarazioni dei residenti. Solo a seguito di tale colloqui, un cittadino italiano poco più che 40enne, si sarebbe lasciato andare a frasi simili ad una confessione. Pertanto, l’uomo, sarebbe stato identificato. I reati paventati ai quali potrebbe dover rispondere sono interruzione di pubblici servizi e danneggiamento aggravato.
La storia ha avuto un’attenzione particolare non solo per i danneggiamenti, ma anche per i cartelli affissi sulle cabine in cui si paventavano presunti collegamenti con problemi di salute legati alla fibra.
Siccome la questione complottistica che una volta colpiva il 5g e oggi, a quanto pare, vede protagonista la fibra ottica è vecchia nel tempo e ciclicamente ritorna, anche la stampa nazionale nelle scorse ore aveva attenzionato la questione. Sulla vicenda è intervenuto con un articolo illustrativo il cacciatore di fake news David Puente, firma nota del portale on line Open creato dal direttore del TG7 Enrico Mentana. Il giornalista, diventato famoso per le sue inchieste e reportage di fact-checking, ha pubblicato un pezzo dal titolo “Chi sono i ‘No Fibra’ e perché il loro timore di ‘radiazioni’ è infondato”. Il tutto citando anche la nostra e altre testate locali sul caso specifico.
Inutile ricordare che anche sulle nostre pagine avevamo provato a far luce sulla tecnologia della fibra ottica che in realtà non emette né “radiazioni”, né produce campi elettromagnetici proprio per via di come è ideata e progettata. Paradossalmente ne emettono di più i cellulari o, comunque altri apparecchi di uso comune di cui non vogliamo fare a meno durante la giornata. La vera domanda, allora è: perché prendersela con la fibra ottica?
Difficile da dire, come complicato al momento fare supposizioni o ricostruzioni. Anche il titolo su una sorta di movimento “No fibra” di cui si è dato riscontro mediaticamente, è comunque da contestualizzare a livello locale per di più con fatti riscontrati in una zona ben definita. Un qualcosa che lascia pensare che più che un movimento, si tratti della possibile iniziativa del singolo.
