Jonas Vingegaard vince la settima tappa del Giro d’Italia, Gall chiude secondo ad appena 13 secondi, applausi per entrambi. Il ciclista danese è arrivato primo al Blockhaus (la maglia rosa l’ha indossata ancora Eulalio), ma per raggiungere la prima grande salita del Giro, la tappa è partita – come sappiamo – dal mare. Da Formia. Appena dopo la partenza, un ampio giro nell’entroterra tra Itri e Fondi, per poi ritrovare la costa a Sperlonga. Oltrepassata Gaeta il saluto alla “Riviera di Ulisse”, puntando con decisione verso i rilievi appenninici.
Poi il breve tratto molisano del tracciato di gara, e a seguire Castel di Sangro e la frazione gioiello di Roccacinquemiglia arroccata su uno sperone roccioso. Quindi Roccaraso e Rivisondoli, Sant’Eufemia a Maiella, Caramanico Terme e Roccamorice: poi la salite finale. Sul Block Haus, nel Parco Nazionale della Maiella, è nata la leggenda di Eddy Merckx che in occasione del Giro d’Italia del 1967 sbaragliò tutti i rivali conquistando la sua prima vittoria su una grande montagna. Lassù, su quell’altopiano caratterizzato da ampi spazi aperti e da un ambiente naturale aspro e privo di insediamenti stabili si respira la storia del ciclismo. E si gode dell’alta quota senza mediazioni. E lassù si è chiusa la settima tappa del Giro, che verrà ricordata per la partenza dalla costa pontina, nella splendida cornice del Golfo.
