Home Politica Consumo di suolo a Fondi, la maggioranza replica al segretario del Pd:...

Consumo di suolo a Fondi, la maggioranza replica al segretario del Pd: «Surreale ignorare 15 anni di lavoro»

La coalizione di governo difende la strategia urbanistica dell’amministrazione e cita PRUA, rigenerazione urbana e Documento Strategico

- Pubblicità -
- Pubblicità -

Il tema del consumo di suolo torna al centro del confronto politico a Fondi, questa volta con la replica della coalizione di maggioranza alle parole del segretario cittadino del Pd Lorenzo Cervi. Al centro della risposta c’è soprattutto una contestazione: secondo le forze di governo, parlare oggi di riduzione del consumo di suolo senza richiamare il percorso urbanistico avviato negli ultimi anni significherebbe ignorare una parte consistente del lavoro già svolto.

La maggioranza ricorda in particolare studi, commissioni, incontri con tecnici e università e le diverse fasi di concertazione che hanno accompagnato la revisione della pianificazione urbanistica cittadina.

Tra gli atti citati c’è la delibera di Giunta comunale numero 151 del 14 maggio 2024, con la quale è stata presa d’atto del piano urbanistico relativo alla variante generale al PRG per la riqualificazione urbana e ambientale del centro di Fondi, il cosiddetto PRUA, dando avvio alla procedura di VAS. Nel percorso rientra anche l’adeguamento del Piano di utilizzazione dell’arenile al piano regionale.

Per la maggioranza non si tratta di dichiarazioni di principio, ma di strumenti attraverso i quali tradurre concretamente l’obiettivo della riduzione del consumo di suolo.

La coalizione richiama inoltre il Documento Strategico elaborato dal settore tecnico comunale con il supporto dell’Università di Firenze. Il documento individua obiettivi, linee di intervento e azioni per definire il futuro assetto urbanistico della città, prevedendo anche una fase di consultazione partecipativa con istituzioni, soggetti ambientali, realtà economiche e sociali.

Altro punto della replica riguarda l’edilizia realizzata tra il 2019 e il 2026. Secondo la maggioranza, non sarebbe corretto ricondurre automaticamente quegli interventi a nuovo consumo di suolo: una parte consistente sarebbe infatti riconducibile alla rigenerazione urbana dell’esistente, anche attraverso l’applicazione della relativa legge regionale.

Il quadro viene completato da alcuni interventi di completamento su aree già edificabili e dalle varianti attraverso il SUAP, riguardanti attività produttive esistenti che necessitavano di ampliamenti o potenziamenti.

Da qui la rivendicazione politica: «Da tempo è stata inaugurata una nuova stagione di pianificazione urbanistica caratterizzata da meno espansione, più rigenerazione, più servizi, più attenzione alla qualità degli spazi pubblici e alla tutela del nostro territorio».

La maggioranza conclude con una stoccata al segretario dem, sostenendo che un’analisi più approfondita dell’attività amministrativa avrebbe restituito un quadro molto diverso da quello rappresentato nel suo intervento.

- Pubblicità -
Exit mobile version