La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare che aveva portato agli arresti domiciliari il vicesindaco Giovanni Secci con l’accusa di turbata libertà degli incanti. La vicenda che aveva innescato il procedimento penale è quella relativa al bando per l’assegnazione delle concessioni demaniali per i chioschi sul lungomare di Sabaudia.
I giudici della Suprema Corte hanno ritenuto fondati i motivi del ricorso presentato dall’avvocato Renato Archidiacono per contestare la decisione del Tribunale del riesame che aveva rigettato il precedente ricorso di Secci contro la misura restrittiva della libertà personale.
Secondo il difensore del vicesindaco di Sabaudia non ci sarebbe stato alcun patto illecito tra l’amministrazione comunale e gli operatori balneari sabaudiani interessati al bando, come testimonierebbe la circostanza che aveva visto l’aggiudicazione, da parte di un imprenditore estraneo al tessuto di Sabaudia, di ben cinque delle otto postazioni messe al bando. Il successivo annullamento delle cinque aggiudicazioni, sempre secondo l’avvocato Archidiacono, sarebbe stata dettata dal mancato pagamento degli oneri previsti a carico dell’aggiudicatario, e il conseguente rientro in gara degli operatori che avevano gestito i chioschi negli anni precedenti non può in alcun modo essere letto come il risultato di una precisa strategia, come vorrebbe l’accusa.
Anche sul fronte della riunione tra l’amministrazione comunale e gli operatori balneari della precedente gestione, la difesa di Secci si è mostrata puntuale: a quella riunione aveva partecipato soltanto il presidente dell’associazione dei balneari di Sabaudia, insieme ai responsabili territoriali della guardia di finanza, dei carabinieri e della capitaneria di porto, e la riunione si era conclusa senza che venisse preso alcun accordo tra le parti.
La Corte ha così deciso di annullare l’ordinanza di custodia emessa nei confronti di Giovanni Secci ed ha rimesso gli atti al tribunale di Roma perché vengano esaminati da un Riesame in diversa composizione rispetto al precedente.
