Doveva essere miele pronto per la vendita, ma dietro quei barattoli sono emerse diverse irregolarità. È quanto scoperto a Cisterna di Latina dai Carabinieri Forestali, intervenuti insieme al personale dell’Asl nell’ambito dei controlli sulla provenienza e sulla corretta informazione dei prodotti alimentari.
L’accertamento è partito da un’attività di vendita di miele pubblicizzata direttamente dall’abitazione del produttore. Entrati nei locali, i militari hanno trovato 67 confezioni da mezzo chilo ciascuna, tutte provviste di etichetta. Il problema, però, è emerso proprio quando quelle informazioni sono state confrontate con la realtà: alcuni dati riportati sulle confezioni, in particolare quelli relativi al produttore e al lotto, non avrebbero trovato riscontro.
Accanto al miele sono stati inoltre trovati sei contenitori in vetro di diverse dimensioni contenenti propoli. In questo caso, secondo quanto accertato durante il controllo, mancavano completamente le informazioni necessarie a ricostruirne la provenienza.
Gli accertamenti hanno poi acceso i riflettori anche sul luogo nel quale miele e altri prodotti venivano preparati e confezionati. Gli ambienti e le attrezzature utilizzate sono risultati non adeguati all’attività svolta e, secondo quanto riferito dagli investigatori, mancavano inoltre le autorizzazioni necessarie per la produzione e la commercializzazione.
A quel punto è scattato il sequestro amministrativo dei prodotti trovati all’interno dell’abitazione. Della situazione sono state informate anche le autorità competenti, Comune e Asl, per gli ulteriori provvedimenti.
Il controllo rientra nelle attività con cui i Carabinieri Forestali stanno verificando la filiera dei prodotti agroalimentari, con particolare attenzione a quelli legati alla produzione rurale. L’obiettivo è tutelare consumatori e produttori che operano correttamente, verificando che ciò che arriva sul mercato sia identificabile e che le informazioni fornite siano effettivamente riscontrabili.
I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni, mentre l’Arma invita i cittadini a segnalare eventuali situazioni sospette che possano avere conseguenze sulla sicurezza alimentare o sull’ambiente.
