La Cina si sta affermando come una delle nuove destinazioni del turismo sanitario internazionale, grazie a un’offerta che combina tecnologie avanzate, accesso rapido alle cure e costi spesso inferiori rispetto a quelli praticati in numerosi Paesi occidentali. Negli ultimi anni un numero crescente di pazienti stranieri ha scelto strutture sanitarie cinesi per sottoporsi a percorsi diagnostici e, ancor più a trattamenti specialistici e terapie innovative.
A favorire questo fenomeno contribuiscono diversi fattori, ma quello preponderante è sicuramente quello economico. In molti casi, infatti, come evidenziato da un articolo di approfondimento del Sole 24 Ore pubblicato nei giorni scorsi, alcune tipologie di cure, possono venire a costare la metà, o anche un terzo; con casi specifici che mostrano un risparmio di quasi il 90% rispetto a ciò che si spenderebbe in centri specializzati analoghi negli Usa o in Australia.
Sicuramente il fenomeno si inserisce in una più ampia strategia di sviluppo del comparto sanitario cinese, che punta a consolidare il proprio ruolo nel mercato globale in generale e, dunque, anche della salute, affiancando all’assistenza tradizionale servizi ad alta specializzazione e percorsi di medicina avanzata destinati anche a una clientela internazionale.
È altrettanto vero, però, che tali prezzi considerati competitivi non sono di certo alla portata di tutti. In alcuni casi parliamo del costo di acquisto di un’automobile utilitaria qui in Europa, in altri, potremmo addirittura sfiorare la metà di un bilocale in provincia.
Le cure di cui si fa riferimento nell’approfondimento del quotidiano economico sono quelle con terapia CAR-T, ovvero una forma avanzata di immunoterapia personalizzata che molti definiscono “farmaco vivente”. La tipologia di cura consiste nel prelevare i linfociti T del paziente, modificarli in laboratorio da un punto di vista generico per renderli capaci di riconoscere e attaccare le cellule tumorali.
Insomma, se i balcani e i Paesi dell’ex Urss si caratterizzano da anni per cure odontoiatriche, quello turco per il trapianto di capelli e altri parti del mondo per altre terapie, le cure oncologiche sperimentali o all’avanguardia pare stiano diventando il cuore del turismo sanitario in Cina. Peccato che, non basta non avere speranza di assistenza e cura nel proprio Paese e, prezzi sicuramente più contenuti nel gigante asiatico, poiché comunque per curarsi, anche qui, serve una discreta liquidità economica che, anche se a prezzi più popolari – come la repubblica cinese – non sempre sono alla portata di tutti.
