Alla vigilia della pronuncia del Riesame chiamato dalla Corte di Cassazione a pronunciarsi sull’ipotesi di lottizzazione abusiva che grava sulla struttura commerciale realizzata in Q3 su un’area con destinazione alberghiera, il gioco si fa pesante: sembrerebbe che qualcuno abbia cercato di depositare, all’indomani dell’udienza del 23 giugno scorso, la relazione di verificazione redatta su disposizione del Tar che si occupa di un ricorso amministrativo contro l’iniziale diniego del Comune di Latina al rilascio dei titoli per l’esercizio del commercio all’interno della struttura di via del Lido.
Venti quesiti a cui rispondere, venti quesiti che tutti insieme, anche senza risposte, ripercorrono la vicenda che ha portato alla realizzazione di una struttura commerciale in un’area con vincolo di destinazione alberghiero nel quartiere Q3, all’angolo tra via del Lido e la complanare della Pontina denominata via Ferrazza; venti quesiti che con una ordinanza del Tar risalente al 29 maggio 2025 vengono affidati al presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Latina, che a sua volta “girerà” l’incarico di procedere alla cosiddetta verificazione al collega Salvatore Pannunzio.
Le date che accompagnano l’iter della verificazione raccontano qualcosa di insolito: l’ordinanza che dispone l’affidamento dell’incarico al Presidente dell’Ordine degli Ingegneri è quella già citata del 29 maggio 2025, e prevede un termine per lo svolgimento dell’incarico. Il 18 dicembre 2025, sette mesi dopo l’affidamento, il Tar concede una ulteriore proroga di 120 giorni per la consegna del lavoro. Si presume che per concedere una proroga l’incarico sia in fase avanzata di esecuzione, ma non concluso, e si intende che in forza della proroga dei termini la verificazione debba essere compiuta entro il 30 aprile 2026.
Si apprende invece dagli atti che il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri abbia delegato il collega Pannunzio soltanto il 3 marzo 2026, e la relazione finale, 48 pagine che costituiscono la verificazione, reca in calce la data del 26 giugno 2026.
Il caso ha voluto che il 23 giugno 2026 il Tribunale del Riesame di Latina, su impulso della Corte di Cassazione in accoglimento dell’ultimo ricorso della Procura della Repubblica per riaffermare la legittimità del sequestro disposto dal Gip Mara Mattioli il 31 marzo 2025, abbia affrontato nel corso di un’udienza la stessa vicenda oggetto dell’interesse del Tar. Quella amministrativa e quella penale sono due strade separate, ma quando una difesa è intenzionata a far valere le proprie ragioni, non esita a fare in modo, se può, che i rumori del traffico su una strada possano essere percepiti anche sull’altra. E qualcosa potrebbe essere accaduto. Nei corridoi del tribunale si parla insistentemente della presunta consegna in Piazza Buozzi, in modo verosimilmente informale e allo scopo di arricchire il bagaglio tecnico dei giudici del Riesame chiamati a decidere sul sequestro del Gip Mattioli, di una copia della verificazione destinata al Tar, una verificazione che sostiene, tra molte contraddizioni, che l’iter che ha portato alla realizzazione della struttura commerciale in via del Lido sia legittimo.
Ma la verificazione non fa parte degli atti depositati per l’udienza del Riesame del 23 giugno scorso, e dunque, stando all’articolo 127 del Codice di procedura penale, non dovrebbero e non potrebbero finire all’attenzione dei giudici che stanno affrontando gli aspetti penali della vicenda. E’ improbabile, quanto auspicabile, che i giudici del Riesame non abbiano voluto acquisire la relazione gentilmente offerta fuori termine dai difensori dei titolari delle attività commerciali presenti nella struttura di via del Lido.
Intanto, a quindici giorni esatti dall’udienza, il responso del Riesame ancora non arriva; è segno che i giudici vogliano porre la massima attenzione alla stesura delle motivazioni della decisione presa, e che per farlo vorranno usufruire di tutto il tempo concesso, trenta giorni dopo l’udienza
