Associazione Valore Donna ha presentato una richiesta formale di accesso agli atti relativa all’assegnazione dei 24 nuovi alloggi popolari ad alta efficienza energetica di via Selene, nel quartiere Pantanaccio a Latina.
L’iniziativa, promossa dalla presidente Valentina Pappacena, punta a conoscere nel dettaglio i criteri utilizzati e la graduatoria presa come riferimento, per verificare le ragioni delle esclusioni e accertare l’eventuale presenza di irregolarità.
Pappacena: «La graduatoria è del 2025»
La presidente dell’associazione riferisce di aver seguito i lavori della commissione Servizi sociali del Comune e concentra una prima critica sull’anno della graduatoria utilizzata.
«Ho seguito la commissione servizi sociali in Comune e la prima cosa che mi ha stupito è che la graduatoria in questione è del 2025: per quanto possa essere ancora vigente, non sono state considerate le domande più recenti, tra le quali vi è la possibilità che ci fossero persone in condizioni più critiche che hanno fatto domanda in un secondo momento».
Secondo Pappacena, dunque, uno degli aspetti da chiarire riguarda la mancata considerazione delle istanze presentate successivamente.
I dubbi sulle autocertificazioni
Un secondo punto sollevato da Valore Donna riguarda le modalità utilizzate per attestare le condizioni di necessità e indigenza.
«E poi, è inammissibile che si proceda per autocertificazioni per lo stato di necessità e di indigenza; ci dovrebbe essere un monitoraggio attento da parte dei servizi sociali, un controllo certosino delle persone in stato di indigenza: mi chiedo se questo avvenga».
L’associazione chiede quindi di conoscere anche quali verifiche siano state effettuate sulle condizioni dichiarate dai candidati.
Il caso delle persone che necessitano di accompagnamento
Pappacena pone poi l’attenzione sull’esclusione dalla graduatoria delle persone che avrebbero necessità di accompagnamento.
«Chi lo dice che non possono essere anche loro assegnatarie di una casa popolare?».
La presidente prosegue interrogandosi sulle caratteristiche degli immobili e sulla possibilità che le dimensioni degli alloggi abbiano inciso sui criteri adottati.
«Ormai la stragrande maggioranza degli edifici sono a norma sotto questo punto di vista, dagli uffici alle abitazioni: com’è possibile che le case popolari di via Selene no? Possibile solo perchè si tratti di “mini-alloggi” e, dunque, scartando quei possibili assegnatari non in grado di auto-gestirsi all’interno di uno spazio ridotto, senza disporre dello spazio fisico per un convivente o un assistente fisso?».
«Possibile che nessuno dei dormitori sia entrato in graduatoria?»
L’ultimo interrogativo riguarda le persone che si trovano in una situazione di particolare fragilità abitativa e che trascorrono la notte nei dormitori.
«Possibile che nessuno di loro sia entrato in graduatoria? Ci sono davvero tante cose che non tornano, e chiediamo a gran voce che venga al più presto fatta chiarezza».
Con la richiesta di accesso agli atti, Associazione Valore Donna punta quindi a ottenere documentazione sui criteri e sulla graduatoria utilizzati per l’assegnazione dei 24 alloggi di via Selene.
