Il Lazio cresce più della media nazionale e conferma la sua capacità di reggere un contesto economico internazionale complesso. È quanto emerge dal rapporto “L’economia del Lazio 2025” presentato dalla Banca d’Italia, che fotografa una regione sostenuta da esportazioni, investimenti pubblici e turismo.
Nel 2025 l’economia regionale ha registrato una crescita dello 0,6%, superiore al dato nazionale fermo allo 0,5%. A trainare il risultato sono stati i consumi, gli investimenti e soprattutto l’export, cresciuto del 9,6%.
Farmaceutica e aerospazio in prima linea
Tra i settori più dinamici spicca la farmaceutica, che ha fatto segnare un incremento delle esportazioni del 17,7% e rappresenta ormai circa la metà delle vendite all’estero dei prodotti laziali. Bene anche l’aerospazio, comparto che continua a confermare la forte specializzazione industriale della regione.
Positivi anche i dati dell’industria nel suo complesso, con un valore aggiunto in crescita dello 0,8%.
Pnrr e Giubileo spingono gli investimenti
Un contributo importante è arrivato dagli investimenti pubblici collegati al Pnrr e agli interventi per il Giubileo 2025.
Gli investimenti fissi degli enti territoriali sono aumentati del 21,6%, mentre il settore delle costruzioni è cresciuto del 3,6%, ben oltre la media nazionale del 2,4%.
Anche il turismo ha contribuito alla crescita: la spesa dei visitatori stranieri è aumentata del 19,2%, con effetti positivi sull’economia dei servizi e sull’occupazione.
Angelilli: “Sistema economico solido”
«L’indagine della Banca d’Italia ci consegna un sistema economico del Lazio solido e resiliente, con un comparto industriale competitivo sui mercati internazionali», ha commentato la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli.
L’assessore ha ricordato come la Regione abbia programmato interventi per 1,2 miliardi di euro entro il 2026 a sostegno delle imprese, tra innovazione, accesso al credito, internazionalizzazione e contributi agli investimenti.
«Massimo impegno sarà finalizzato a superare i divari territoriali e a valorizzare le aree interne, sia in termini di reddito sia di opportunità economiche e sociali», ha aggiunto.
Ugl: “Ora serve lavoro stabile e qualificato”
Positivo il giudizio anche dell’Ugl Lazio, che però richiama l’attenzione sulla qualità dell’occupazione.
Secondo il sindacato, la crescita dell’1,2% dell’occupazione e la riduzione della disoccupazione al 6,3% rappresentano segnali incoraggianti, ma non sufficienti.
«La vera sfida oggi è quella della qualità del lavoro. Occorre investire nelle competenze, nella formazione continua, nella sicurezza e nella stabilizzazione dei rapporti di lavoro», ha dichiarato il segretario regionale Armando Valiani.
