Home Cronaca Assedio, il Comune di Aprilia si costituisce parte civile

Assedio, il Comune di Aprilia si costituisce parte civile

Respinte le obiezioni dei legali di alcuni imputati sull’ammissibilità dell'associazione Reti di Giustizia

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Nuovo sviluppo nell’ambito dell’inchiesta “Assedio Ter” sulla presunta turbativa d’asta nell’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale di Aprilia. Nell’udienza preliminare, che è stata celebrata oggi presso il Tribunale di Roma, il giudice Rosalba Liso ha accolto le richieste di costituzione di parte civile presentate dall’ente di Piazza Roma, attraverso l’avvocato Massimo Sesselego, e dalle associazioni antimafia Caponnetto e Reti di Giustizia.

Del resto l’indagine che ha travolto la politica apriliana, ammesso che vengano confermate le accuse formulate nei confronti delle persone coinvolte, ha arrecato un danno all’immagine della città; l’ipotesi di associazione mafiosa ha leso il prestigio e la credibilità istituzionale del Comune di fronte alla comunità e, soprattutto, causato lo scioglimento del consiglio comunale, consegnando ad Aprilia il primato più triste di sempre: la prima città pontina ad essere commissariata per mafia.

Il procedimento giudiziario coinvolge, tra gli altri, gli ex sindaci Antonio Terra e Lanfranco Principi, l’ex assessora Luana Caporaso, il dirigente comunale Paolo Terribili e l’imprenditore Urbano Tesei.

Nel corso dell’udienza, i legali di Terra, Alessandro Vitale, di Caporaso, Federico Cola, e di Tesei, Luca Giudetti, si sono opposti alla costituzione dell’associazione Reti di Giustizia. Secondo la tesi sostenuta dalle difese, l’organizzazione non avrebbe avuto titolo per partecipare al processo come parte civile, considerata la natura del reato contestato, ossia la turbativa d’asta.
Il giudice ha tuttavia respinto le obiezioni, ammettendo l’associazione tra le parti civili del procedimento.

Nel corso dell’udienza preliminare, il pubblico ministero Alessandro Picchi ha chiesto il rinvio a giudizio per la maggior parte degli indagati. Tra questi figurano l’architetto Paolo Terribili, attuale dirigente del Comune di Aprilia con delega al Pnrr, l’imprenditore Urbano Tesei e numerose persone ritenute vicine al gruppo criminale riconducibile a Patrizio Forniti. È stata invece stralciata la posizione di Forniti e della moglie, entrambi ancora in Marocco in attesa di estradizione e, secondo quanto riferito, non raggiunti dalla notifica degli atti. Il Gup dovrà sciogliere la riserva nelle prossime udienze, fissate per il 9 novembre e il 3 dicembre.

Al centro dell’inchiesta “Assedio Ter” c’è la procedura di affidamento del servizio di trasporto pubblico locale alla società Nuova Tesei Bus. Secondo l’ipotesi investigativa, la gara sarebbe stata caratterizzata da irregolarità riconducibili al reato di turbativa d’asta.
La vicenda coinvolge anche l’ex sindaco Antonio Terra, il suo successore Lanfranco Principi, agli arresti domiciliari dal luglio 2024 nell’ambito del filone principale dell’inchiesta, e l’ex assessora Luana Caporaso. Tra i soggetti interessati dal procedimento figura inoltre il dirigente comunale Paolo Terribili.
Le contestazioni dovranno essere esaminate nelle sedi giudiziarie competenti e le eventuali responsabilità accertate nel rispetto della presunzione di innocenza.

La vicenda giudiziaria riporta nuovamente al centro del dibattito cittadino la questione morale e il rapporto tra pubblica amministrazione, trasparenza e legalità. Mentre la città si prepara alle prossime scadenze elettorali, il dito resta puntato contro un dirigente, confermato solo pochi giorni fa alla guida del PNRR, e la politica si riorganizza nel pieno di una rimozione collettiva delle responsabilità

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