Mosche, tante mosche, e – sempre a detta dei residenti – un odore nauseabondo che impedirebbe addirittura, anche di mettere il naso fuori dalla porta di casa.
L’ennesimo richiamo da parte del Comune di Aprilia all’allevamento avicolo che opera, da anni, nella periferia apriliana, arriva dopo il quarto esposto presentato lo scorso 4 aprile e di un incontro, svoltosi presso gli uffici di Piazza Roma tra una delegazione di cittadini, la Commissione Straordinaria, alla guida della città, e il dirigente del Settore Ambiente, architetto Marco Paccosi.
Tra i delegati ricevuti dalle commissarie era presente anche il presidente del Comitato di Quartiere Fossignano, Valentino Di Leno, che si è fatto portavoce dell’enorme disagio che i residenti della zona lamentano, inascoltati, da anni.
“Il Comitato di Quartiere Fossignano – è scritto nella nota stampa del direttivo, diramata dopo l’invito della nota a firma del settore Ambiente – continuerà ad andare avanti fino alla risoluzione del problema mosche e cattivi odori per tutela della salute, per l’igiene e la vivibilità dei cittadini che risiedono nei dintorni del pollificio”.
Nella nota del dirigente comunale, si invita la società ad adottare le misure necessarie al superamento delle criticità evidenziate dai cittadini e dal verbale, elevato dopo un sopralluogo effettuato lo scorso anno all’interno dell’allevamento, da parte della Guardia Forestale. Il tempo concesso all’allevamento avicolo è di quindici giorni, ma i cittadini, ormai esasperati, hanno presentato un ennesimo esposto – il quarto – poiché disillusi dalle promesse di questi anni.
Non è detto che entrambi i provvedimenti, il richiamo del Comune e l’ultimo esposto, insieme, non possano sortire gli effetti desiderati; nella nota del settore ambiente, si sollecita l’azienda del pollificio a “porre in essere con la massima tempestività, tutte le iniziative necessarie per il superamento delle criticità”.
Al momento sul tavolo della Regione è ancora aperto il procedimento del Paur, il provvedimento autorizzativo unico regionale, che accorpa titoli autorizzativi e Valutazione d’impatto ambientale, della proprietà dell’allevamento avicolo che punterebbe ad ottenere un ampliamento di 30mila metri quadrati per l’allevamento, complessivo, di oltre 61mila galline ovaiole. Un’ipotesi che non incontra il favore dei residenti che, già adesso, lamentano gli olezzi e la presenza di mosche.
La popolazione, alla notizia del richiamo da parte del Comune, ha reagito positivamente e sui social i residenti si sono scatenati con diversi commenti; c’è chi ha ringraziato – “Grazie, speriamo veramente in una risoluzione perché non si vive più. Io ieri ho inviato PEC ai Nas, da ieri c è una puzza veramente nauseante – chi invece ha sottolineato quali sono le condizioni di chi vive nei paraggi dell’impianto, come un cittadino che abita in via Nestoro – “Viviamo barricati in casa, al buio per evitare che la luce attiri le mosche! Non oso immaginare chi non ha le zanzariere alle finestre! E siamo solo ad Aprile” – e chi, invece, ha ormai perso le speranze di veder affermato quello che ritengono un loro legittimo diritto, “Altri 15 giorni….se questi se ne infischiano come hanno già fatto siamo rovinati, già ci sono le mosche piccole, quindi iniziano a dischiudersi le larve che si triplicheranno, servirebbe un intervento tempestivo, altro che proroghe su proroghe”.
Come andrà a finire? La società per veder concluso positivamente l’iter autorizzativo dovrà adeguarsi per ottenere i pareri richiesti. Questo, soprattutto, nell’ipotesi che si voglia arrivare ad un clima di reciproca tolleranza con i residenti della zona.
