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Aprilia, scuola Gramsci: la difesa della famiglia Damizi

Dopo decenni di rapporti con il Comune la proprietà ha appreso dalla stampa la decisione di far traslocare la scuola

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Scuola Gramsci, la famiglia Damizi: “Dal 2020 proponiamo soluzioni al Comune, ma nessuna risposta”

La famiglia Damizi interviene sul trasferimento annunciato della scuola Gramsci, ripercorrendo la storia dell’immobile e i rapporti con il Comune di Aprilia.

Secondo quanto ricostruito dalla proprietà, l’edificio che ospita il plesso scolastico fu realizzato nel 1960 dai fratelli Giuseppe e Giulio Damizi su richiesta del Comune, con l’obiettivo di mettere a disposizione della comunità un complesso destinato all’attività scolastica.

Da allora l’immobile è stato concesso in locazione al Comune attraverso diversi contratti, che prevedevano l’assunzione, da parte dell’ente, degli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria. La famiglia Damizi, dal canto suo, sostiene però che il Comune sia sempre stato inadempiente e non abbia effettuato alcun intervento di manutenzione e agli adeguamenti normativi, determinando un progressivo deterioramento della struttura.

Negli anni recenti, nel febbraio 2018, è stato sottoscritto un nuovo contratto di locazione, con canone determinato secondo i parametri dell’Agenzia del Territorio. La proprietà evidenzia inoltre che il contratto è stato interessato dal blocco dell’adeguamento Istat previsto dalla normativa vigente.

La famiglia Damizi afferma che, già dal 2020, ha avanzato più volte al Comune la proposta di acquistare l’immobile a un prezzo in linea con la valutazione dell’Agenzia del Territorio, evidenziando come tale importo rappresenterebbe meno del 25% della spesa prevista per la realizzazione della nuova scuola Gramsci.

Nelle comunicazioni inviate all’amministrazione, la proprietà dichiara di aver manifestato disponibilità anche a una formula di “rent to buy”, assumendosi l’onere di eseguire gli interventi necessari per adeguare l’edificio alle esigenze della scuola. Tra le ipotesi avanzate figurava anche la realizzazione di una nuova scuola attraverso un progetto di finanza.

La nota ricorda inoltre che il contratto di locazione comprende il terreno adiacente alla centrale termica, attualmente incolto, che avrebbe potuto essere utilizzato per la realizzazione di uno spazio destinato alla palestra mediante l’installazione di un pallone tensostatico.

Secondo la proprietà, il Comune non avrebbe mai risposto.

La famiglia Damizi riferisce inoltre di aver richiesto, tramite PEC del 17 aprile 2026, un incontro con l’amministrazione per discutere degli adeguamenti richiesti e delle possibili soluzioni. L’incontro si sarebbe svolto il 22 maggio 2026 alla presenza del dirigente Terribili e della responsabile Pennini. In quella sede, la proprietà avrebbe ribadito la disponibilità alla vendita dell’immobile o alla revisione del contratto di locazione, impegnandosi anche a intervenire nell’immediato sull’impianto elettrico e sulla centrale termica. Sempre secondo quanto dichiarato, a quell’incontro non sarebbe seguito alcun ulteriore riscontro da parte del Comune.

La famiglia Damizi avrebbe appreso dell’intenzione dell’amministrazione di procedere al trasferimento della scuola soltanto attraverso gli organi di stampa.

“Rimaniamo stupiti e amareggiati – conclude la famiglia Damizi – perché, dopo decenni di rapporti con il Comune e dopo aver manifestato più volte la disponibilità a soluzioni alternative, siamo venuti a conoscenza delle intenzioni dell’amministrazione soltanto dalla stampa. Sarebbe un peccato far perdere la propria identità a un istituto che negli anni ha conquistato prestigiosi traguardi, anche recentemente, sia a livello nazionale sia internazionale.”

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