Tutti con il naso all’insù a guardare le lettere che compongono la scritta «Aprilia» sul campanile, installate in occasione dell’ultima festa di San Michele, patrono della città. C’è chi le vorrebbe togliere e chi, invece, preferirebbe lasciarle al loro posto. Ma mentre l’attenzione è tutta rivolta verso l’alto, c’è qualcosa che rischia di passare inosservato: il nome di Aprilia che, alla stazione ferroviaria, sembra ormai destinato a scomparire.
Per accorgersene basta arrivare allo scalo ferroviario. Sulla facciata storica della stazione di fondazione, la scritta originaria non è più presente. A ricordare il nome della città resta quella sulla parete laterale dell’edificio centrale in mattoncini rossi, dove la lettera «I» sta letteralmente andando a pezzi.
Insomma, mentre sul campanile si discute del destino delle lettere, alla stazione qualcuna sembra aver già deciso di togliersi di mezzo da sola.
Naturalmente, si scherza. Anche il campanile, pur essendo stato realizzato in epoca più recente, fa parte di un complesso storico che merita attenzione. Ma la situazione della stazione offre un curioso spunto di riflessione: possibile che, con tutti gli occhi puntati sulle quelle lettere, nessuno si accorga di quelle che stanno scomparendo a pochi passi dai binari?
E allora, senza voler togliere nulla al campanile e senza alimentare polemiche, viene spontaneo lanciare una proposta: perché non installarle alla stazione?

Del resto, se l’obiettivo è discutere delle lettere che compongono il nome della città, Aprilia offre più di un’occasione per farlo. Basta sapere dove guardare. E, qualche volta, non serve nemmeno alzare la testa: è sufficiente arrivare in stazione e dare un’occhiata alla «L», prima che decida di scendere definitivamente dal suo posto.
Perché a forza di guardare in alto, si rischia di non vedere quello che succede proprio sotto il naso!