Home Politica Aprilia – Rottamazione, sfuma la sanatoria più ampia

Aprilia – Rottamazione, sfuma la sanatoria più ampia

Se la scelta fosse stata compiuta mesi prima, il Comune avrebbe agito con strumenti che offrivano maggiori margini di intervento

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Una rottamazione a metà. Il Comune di Aprilia ha deciso, in zona Cesarini, di aderire alla rottamazione quinquies, dando seguito a una richiesta che partiti ed associazioni di categoria sostenevano da diversi mesi. Una scelta che rappresenterebbe un passo nella direzione auspicata dalle forse politiche e sociali, ma che arriva quando l’opportunità più significativa prevista dalla normativa è ormai definitivamente tramontata.

La delibera approvata consentirà, infatti, di applicare la definizione agevolata soltanto ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Una misura che, nel caso di Aprilia, interesserà principalmente le sanzioni per violazioni del Codice della strada, con un impatto limitato rispetto alle possibilità che la legge aveva inizialmente messo a disposizione degli enti locali.

La sinistra ritiene che il punto centrale della vicenda riguardi proprio le scelte compiute nei mesi scorsi. Secondo la coalizione progressista entro febbraio 2026, con possibilità di adesione fino alla scadenza della prima rata, il Comune avrebbe potuto approvare il regolamento tipo predisposto da IFEL, la Fondazione dell’ANCI per la finanza locale. Quel regolamento, che la coalizione progressista aveva formalmente sottoposto alla Commissione Straordinaria, avrebbe consentito di estendere la definizione agevolata alla quasi totalità delle entrate comunali, comprese quelle riscosse direttamente dall’Ente o tramite concessionari diversi dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Una soluzione che avrebbe coinvolto una platea molto più ampia di contribuenti, offrendo a famiglie e imprese uno strumento concreto per regolarizzare la propria posizione debitoria e, allo stesso tempo, permettendo al Comune di incrementare la capacità di recupero delle proprie entrate.

Quella possibilità, però, non è stata colta. Il decorso dei termini previsti dalla legge ha ristretto inevitabilmente il perimetro d’intervento, lasciando come unica opzione l’adesione alla rottamazione quinquies limitatamente ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Per la coalizione progressista si tratta di una decisione che, pur essendo positiva, non può essere considerata pienamente soddisfacente. «Meglio aderire oggi che rinunciare del tutto a questa opportunità», è la valutazione politica, accompagnata però dalla convinzione che il ritardo abbia ridimensionato in modo significativo gli effetti della misura, riducendo le opportunità sia per i contribuenti sia per lo stesso Comune.

Sul piano politico resta quindi il rammarico per una scelta che avrebbe potuto essere compiuta mesi prima, quando gli strumenti messi a disposizione dalla normativa offrivano margini di intervento ben più ampi. Una decisione tempestiva avrebbe consentito di estendere i benefici della definizione agevolata a gran parte dei tributi comunali, garantendo un sostegno più incisivo ai cittadini in difficoltà e un più efficace recupero delle entrate dell’Ente.

Al di là del confronto politico, rimane infine un principio condivisibile: le sanatorie devono conservare un carattere straordinario. Possono rappresentare un’occasione utile per favorire il recupero dei crediti e consentire a cittadini e imprese di rimettersi in regola, ma non possono trasformarsi in uno strumento ordinario di gestione del sistema tributario. Allo stesso tempo, è essenziale continuare a riconoscere e valorizzare il comportamento di chi rispetta puntualmente i propri obblighi fiscali, affinché il principio di equità rimanga al centro del rapporto tra cittadini e amministrazione pubblica.

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