Home Cronaca Aprilia, otto imputati nel nuovo filone Assedio bis

Aprilia, otto imputati nel nuovo filone Assedio bis

Fusco e Antolini devono rispondere dell’accusa di trasferimento fraudolento di beni per le quote del ristorante Giovannino

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Dalla maxi-inchiesta antimafia sul Comune di Aprilia ad un nuovo troncone giudiziario: il secondo filone, nato dalla attività investigativa che ha portato al commissariamento dell’ente per infiltrazioni mafiose e all’arresto dell’ex sindaco Lanfranco Principi, si sta celebrando davanti al terzo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici La Rosa, Mongillo e Ciccone.

Tra coloro che devono affrontare il processo figurano coloro che gli inquirenti ritengono vicini a Patrizio Forniti, e che sono stati già coinvolti nel primo ramo dell’indagine, ovvero Luca De Luca, l’imprenditore Marco Antolini, Luigi e Antonio Morra.
A giudizio anche Antonio Fusco, conosciuto come «Zì Marcello», arrestato nuovamente lo scorso 25 novembre nell’ambito di un’indagine per una presunta tentata estorsione ai danni del ristorante «Giovannino» a Foceverde, un locale molto conosciuto e sottoposto ad amministrazione giudiziaria, successivamente al sequestro nell’ambito del secondo versante investigativo.

«Zi’ Marcello» e Antolini devono rispondere dell’accusa di trasferimento fraudolento di beni, aggravato dal metodo mafioso. I due avrebbero assunto di fatto la titolarità delle quote della società che gestisce il locale. La cessione della proprietà alle due donne che amministravano il ristorante, avvenuta formalmente già nel 2019, sarebbe stata soltanto fittizia: i due avrebbero continuato a esercitare il controllo sull’attività, investendo 200mila euro anche attraverso la società apriliana Plastic Srls.

A luglio il dibattimento si è aperto con il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Roma, Alessandro Picchi, che ha chiesto l’ammissione delle prove e dei testimoni indicati nelle liste delle parti, riservandosi di depositare ulteriore documentazione.

Gli imputati chiamati a rispondere nel secondo troncone della maxi-inchiesta «Assedio» sono otto.

Il procedimento era stato esaminato dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma, Paola Della Monica, che il 22 gennaio aveva definito le posizioni di Giuseppe Carannante e Nabil Salami, entrambi intenzionati a essere giudicati con rito abbreviato.
Per Carannante era arrivata una condanna a tre anni di reclusione, mentre per Salami era stata pronunciata l’assoluzione.

Il pubblico ministero della DDA di Roma, Alessia Natale, aveva chiesto sette anni e quattro mesi di reclusione per Carannante e l’assoluzione per Salami, genero di Patrizio Forniti. Per quest’ultimo, la rappresentante dell’accusa aveva richiamato anche la pronuncia della Cassazione che aveva revocato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere relativa ai fatti contestati.
Salami, 36 anni, resta comunque detenuto in relazione al primo filone dell’inchiesta «Assedio».

Il processo bis prosegue ora davanti al Tribunale di Latina, chiamato a esaminare le contestazioni relative al secondo troncone di un’indagine che ha scosso il panorama politico e amministrativo di Aprilia.

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