Home Attualità Aprilia Multiservizi, due sit – in di protesta contro i licenziamenti

Aprilia Multiservizi, due sit – in di protesta contro i licenziamenti

La decisione assunta al termine di una lunga assemblea alla quale hanno preso parte i lavoratori la funzione pubblica di Cisl, Cgil e Uil

- Pubblicità -
- Pubblicità -

Nessuno spiraglio per la Multiservizi, scattano i sit – in di protesta davanti al Comune di di Aprilia e alla Prefettura di Latina.
Così è stato deciso il 13 febbraio, al termine della lunga assemblea indetta dalle sigle sindacali della Funzione Pubblica di CGIL, CISL e UIL e la FeLSA CISL Lazio e che si è svolta alla presenza dei dipendenti dell’Azienda Asam Multiservizi. La scorsa settimana era stato indetto lo stato di agitazione per le forti preoccupazioni sul futuro dei lavoratori della società municipalizzata, dopo che i Commissari hanno deciso di procedere con l’esternalizzazione dei servizi pubblici locali, come le pulizie e la gestione dei parcheggi a pagamento, in linea con la controversa delibera del Consiglio comunale del 2017 e quella del 2024 che hanno di fatto avviato la liquidazione della municipalizzata.
Timori che si sono fatti, via via, sempre più pesanti anche a causa della totale chiusura dell’ente a discutere al fine di trovare margini di trattiva con lavoratori e forze sindacali, al momento, infatti, da parte della Commissione Straordinaria è stata solo concesso un rinvio della cessione del ramo del pulizie.

“Questa scelta, già contestata in più occasioni – scrivono i sindacalisti Tondo e Cecconi (FP CGILL FR LT) , Del Gaudio e Paciocca (CISL FP Latina), Luppi (FeLSA CISL Lazio) e Mariottini (UIL FPL Latina) – rappresenta un grave errore politico e un attacco diretto ai diritti dei lavoratori. Le evidenze raccolte dimostrano chiaramente che l’esternalizzazione comporterebbe costi maggiori per la comunità, un onere che ricadrebbe inevitabilmente sui cittadini di Aprilia. Considerando inoltre, che sino ad oggi l’azienda ha sempre chiuso il bilancio in positivo, rinvestendo nell’azienda le stesse somme per migliorare il servizio offerto agli utenti e alla cittadinanza. Non possiamo e non dobbiamo permettere che la qualità dei servizi pubblici venga sacrificata sull’altare del risparmio illusorio”.


“Ad oggi, non siamo stati coinvolti nel processo intrapreso dall’Amministrazione, a nostro avviso, è inaccettabile che decisioni così cruciali vengano prese senza un adeguato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, sia a tempo indeterminato che in somministrazione. Nelle scorse settimane, durante un incontro tra la Commissione Straordinaria, i dirigenti comunali e il Collegio dei liquidatori dell’ASAM, era emersa la possibilità di posticipare il subentro della CnS, infatti la decisione presa dall’Amministrazione è stata posticipata.
Questo è un segnale che non possiamo ignorare”. Sigle sindacali e dipendenti, nell’affollata assemblea di venerdì 13 febbraio, hanno votato, e scelto di mobilitarsi con dei sit-in sotto il Comune e sotto la Prefettura di Latina per far sentire la nostra voce e il nostro dissenso verso lo smantellamento dell’ASAM e l’esternalizzazione dei servizi oggi in capo all’Azienda.

“Inoltre – si legge ancora nella nota – a rischio ci sono i lavoratori a somministrazione della società Umana, che nella nuova assunzione si sono visti ridurre l’orario di lavoro a 24 ore settimanali. Si evidenzia che per ciascun alunno sono previste ore assegnate nei PEI (Piano educativo individualizzato) indicato sul CIS (Certificato di Integrazione Scolastica) che viene firmato dal Neuropsichiatra Infantile”.
La cattiva del gestione del passato, le scelte “irresponsabili” assunte dalla politica, costituiscono per sindacati, che sono scesi a sostenere i lavoratori, la causa della situazione in cui versa l’azienda.

“La gestione diretta dei servizi pubblici è l’unica soluzione per garantire qualità ed economicità – sostengono i sindacati – è tempo di ascoltare le richieste dei lavoratori e quelle dei sindacati e di agire nel migliore interesse della comunità. Non accetteremo di non essere resi partecipi del futuro dei lavoratori, non vogliamo essere spettatori, saremo in grado di dimostrare che il servizio dell’ASAM è competitivo sia nei costi che nel servizio offerto alla cittadinanza di Aprilia”.

Vale la pena di ricordare che ventiquattro anni fa la Multiservizi nacque proprio per organizzare delle attività di interesse generale, affinché fosse il pubblico ad erogare quei servizi, offrendo anche una opportunità di lavoro stabile, che il precedente consorzio di cooperative, Ecolazio, non poteva offrire. Dopo anni, troppi, di opacità, incapacità e malagestione non ci sono ovviamente responsabili, a pagare non saranno coloro che hanno provocato tutto questo, ma i dipendenti che perderanno il posto di lavoro e i cittadini, tutti, che di questo fallimento hanno sostenuto negli anni il costo.


- Pubblicità -
Articolo precedenteElezioni a Fondi, candidati ancora nell’ombra e poche certezze
Articolo successivoLe penose bugie sul caso Nasti
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.
Exit mobile version