L’aggressione ai danni di un minore, avvenuta ad Aprilia ad opera di un 24enne che non ha esitato a colpire il ragazzo con un pugno che gli ha rovinato la faccia, ha destato l’indignazione di molte persone, informate dell’episodio da un post che la mamma del ragazzo ferito, presente all’aggressione, ha fatto circolare sui social. La domanda che molti si sono posti è per quale ragione l’aggressore, subito individuato dai carabinieri e portato in caserma, non sia stato trattenuto e arrestato su due piedi.
Il referto medico stilato dai sanitari del pronto soccorso che hanno medicato il 17enne riscontrandogli una frattura scomposta della mandibola, prevede una prognosi di 30 giorni, e questo, in materia di lesioni personali ai danni di minori, non consente di procedere all’arresto immediato di chi abbia provocato quelle lesioni.
Lo ha stabilito la legge Cartabia, che peraltro attribuisce al giudice di pace la competenza sulle lesioni ai danni di minori con prognosi fino a quaranta giorni.
Soltanto con una prognosi superiore ai 40 giorni le forze di polizia o l’autorità giudiziaria possono disporre il fermo immediato del presunto autore di lesioni ai danni di un minorenne.
Questo non esclude che nei casi con prognosi inferiore ai 40 giorni, come è accaduto nel caso del ragazzo picchiato a Aprilia, si possa procedere con una querela della parte offesa, il che offre al magistrato la possibilità di aprire un fascicolo e chiedere al giudice per le indagini preliminari, laddove lo ritenga opportuno, l’adozione di una misura cautelare.
Non c’è dunque da gridare allo scandalo per il mancato arresto del 24enne di Aprilia responsabile della brutale aggressione di martedì scorso nella centrale via De Gasperi, e non va dato per scontato che l’aggressore la passerà liscia, perché dopo la querela presentata dalla madre del minore, l’episodio potrebbe avere delle conseguenze.
Alla vigilia del referendum sulla giustizia, episodi come quello di Aprilia inducono a riflettere su ciò che servirebbe davvero alla giustizia italiana per offrire risposte concrete al bisogno di sicurezza dei cittadini, a cominciare dalla certezza del diritto.
