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Dopo settimane di acceso dibattito sui social, una lettera aperta dell’ex assessore alla Cultura della giunta Meddi, l’avvocato Ermanno Iencinella, sottoscritta successivamente anche da altri ex amministratori — Gabriele, Izzo, Bonadonna, Malecchi, Tomassetti e Tozzi, oltre allo stesso Iencinella — e l’annuncio di un possibile ricorso per chiedere l’annullamento della delibera commissariale numero 29 del 15 aprile scorso, arriva ora la replica dell’associazione che ha proposto di ricordare la figura di Aleardo Nardinocchi.
Nardinocchi, scomparso prematuramente, è ricordato per la sua vita e il suo impegno sociale e intellettuale, nonché per la dedizione e la passione profuse nella sua professione e nel rapporto con la propria città.
In una nota, l’associazione ricostruisce le fasi che hanno portato alla decisione delle commissarie di intitolare la Sala Maggiore ad Aleardo Nardinocchi. Una scelta che, nelle ultime settimane, ha suscitato numerose critiche, alcune delle quali, secondo l’associazione, particolarmente accese e poco rispettose della delicatezza del tema.
Al centro della polemica ci sarebbe quella che viene definita una vera e propria «svista»: l’idea che la Sala Maggiore fosse già stata intitolata a Giacomo Manzù nel 1991, in occasione di una cerimonia ufficiale e partecipata dedicata al grande maestro dell’arte e della scultura, che risiedeva in via Apriliana.
Secondo l’associazione, tuttavia, quella intitolazione non risulterebbe dagli atti ufficiali.
«Il Centro Culturale Polivalente di Aprilia, ubicato in Largo Marconi, angolo via Nenni, progettato negli anni ’80 dal presidente dell’associazione “Aleardo Nardinocchi, architetto, artista e docente appassionato”, è articolato in tre spazi separati: la Biblioteca civica, intitolata a Giacomo Manzù nel 2013; la Sala Maggiore; la Sala Ragazzi, intitolata recentemente a Roberto Fiorentini».
Da qui la precisazione dell’associazione: «Si sta raccontando il falso, dichiarando che è stato sostituito il nome dell’intestatario della Sala Maggiore del Centro Culturale Polivalente. La cosa è del tutto errata, poiché la sala non risultava fino ad aprile scorso intitolata a nessuno, come emerge dagli atti pubblici».
L’associazione entra quindi nel merito della procedura amministrativa. «La delibera con cui le Commissarie hanno intitolato la Sala Maggiore ad Aleardo Nardinocchi è stata vistata dal segretario comunale il 15 aprile 2026 e successivamente recepita dal Prefetto ai sensi di legge, essendo trascorsi oltre 10 anni dal decesso dell’intestatario del provvedimento».
Per l’associazione, dunque, «non risulta che le Commissarie abbiano commesso alcun errore di impostazione della delibera n. 29 del 15 aprile 2026».
La nota prosegue sottolineando che, per chiarire la regolarità tecnica della deliberazione commissariale e consentire una lettura diretta delle motivazioni che hanno portato alla decisione, vengono allegati alcuni stralci della delibera stessa.
Il punto, secondo l’associazione, è anche quello di separare la nuova intitolazione dalla memoria di Manzù: «È evidente che l’iniziativa promossa dall’associazione Aleardo Nardinocchi non rappresenta alcuna offesa alla memoria dell’artista Manzù, che risulta ben rappresentata dall’esistente intitolazione della Biblioteca comunale, appartenente al Centro Culturale Polivalente».
Una replica che punta dunque a spostare il confronto dal terreno delle polemiche a quello degli atti amministrativi, sostenendo che non vi sia stata alcuna sostituzione del nome di Manzù, ma l’intitolazione ad Aleardo Nardinocchi di uno spazio che, formalmente, non risultava precedentemente dedicato ad alcuna persona.
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