Home Spettacoli e Cultura Aprilia – Donato Rota presenta il libro: si parla di riscatto sociale

Aprilia – Donato Rota presenta il libro: si parla di riscatto sociale

Figlio di un giovane ospite della Casa dello Scugnizzo a Napoli, sogna di creare laboratori formativi e in futuro anche una Casa Famiglia

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Le difficoltà familiari e i sacrifici sono in grado di accendere un motore che può guidare verso l’autodistruzione oppure può portare a cercare il desiderio di un riscatto. Donato Rota ha scelto nella vita di seguire l’esempio di suo padre che ha attraversato il secondo percorso e, attraverso il lavoro manuale e la scrittura, ha trasformato un’esperienza difficile in uno strumento che possa essere utile agli altri.  

La scorsa settimana ha presentato in biblioteca il libro “Scugnizzi Napoletani XXI Secolo” e presentato il  progetto sociale “La Fenice Scugnizza”, iniziativa dedicata al riscatto umano, alla solidarietà e alla formazione pratica per giovani e adulti. Ad aiutarlo nella illustrazione del testo e nella presentazione dell’autore, il giornalista Riccardo Toffoli.

Durante la serata sono state affrontate sette domande principali rivolte all’autore Donato Rota, accompagnate dalla lettura di un estratto del primo capitolo del libro e da momenti di interazione diretta con il pubblico attraverso ulteriori domande e confronti spontanei.

“L’evento – sono state le parole del promotore dell’iniziativa, Donato Rota –  ha visto una partecipazione calorosa e attenta, la presenza anche di persone provenienti da comuni limitrofi e questo ci ha fatto comprendere quanto il progetto stia suscitando attenzione e curiosità anche oltre il territorio di Aprilia”.

La Fenice Scugnizza è un nome alquanto originale, sul quale occorre soffermarsi per comprenderne l’origine: il padre di Donato è stato il simbolo di quel riscatto da cui egli ha tratto l’importante insegnamento di vita. Il papà di Donato è cresciuto alla Casa dello Scugnizzo di Napoli, un punto di riferimento per l’infanzia e le famiglie in difficoltà, che opera nel quartiere partenopeo di  Materdei fin  dal 1951.  Una struttura famosa in tutto il mondo e che si è distinta per l’opera di sottrarre dalle strade, offrire loro una istruzione ed insegnargli un mestiere.  La fenice, invece, simboleggia la rinascita dalle difficoltà. Lo scugnizzo rappresenta chi impara a sopravvivere e reinventarsi.

“Il libro – spiega l’autore – nasce dal bisogno di raccontare che anche chi parte da condizioni difficili può creare qualcosa di positivo. È una testimonianza di resilienza, fede, crescita personale e trasformazione”. L’obiettivo di Donato è quello di creare laboratori formativi, una rete solidale e infuturo una Casa Famiglia. “Vorrei aiutare giovani e adulti a imparare mestieri pratici – spiega Donato – tecnologia e crescita personale”.

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