Una relazione tecnica alla Commissione straordinaria per chiedere una rivalutazione del progetto di trasferimento e l’apertura di un confronto sulle possibili alternative: sono queste le richieste che il centrosinistra di Aprilia rivolge all’amministrazione comunale per scongiurare il trasferimento della scuola Gramsci nella sede istituzionale del Comune a Piazza dei Bersaglieri.
L’articolata proposta dei partiti, che compongono la coalizione progressista, ha come obiettivo lo spostamento del milione di euro, inizialmente stanziato per la realizzazione di un collettore fognario e poi spostato per coprire i costi di di adeguamento del Palazzo Arlecchino, affinché vengano destinate risorse alla costruzione della nuova scuola, già inserita nel Piano triennale delle opere pubbliche dall’amministrazione commissariale, con l’obiettivo di avviarne rapidamente la realizzazione.
La richiesta di realizzare una nuova sede definitiva della scuola Gramsci è un intervento che riguarda la programmazione e la futura gestione, perché dicono «Aprilia deve dotarsi di una scuola moderna, pubblica, sicura ed efficiente. È il momento di smettere di inseguire le emergenze e iniziare finalmente a programmare». E nell’immediato? Pur condividendo la necessità di lasciare l’attuale edificio per garantire la sicurezza di studenti e personale, il centrosinistra boccia la soluzione individuata dalla Commissione straordinaria.
Secondo la coalizione, l’operazione avrebbe un costo di circa un milione di euro, al quale si aggiungerebbe il pagamento di un anno di canone dell’attuale sede, poiché il contratto di locazione prevede dodici mesi di preavviso per la disdetta. Una situazione che, secondo il comunicato, determinerebbe «un ulteriore spreco di denaro pubblico».
Nel merito del progetto, vengono evidenziate diverse criticità: il numero ritenuto insufficiente dei servizi igienici, la gestione delle vie di fuga, la presenza del Centro Elaborazione Dati comunale all’interno dello stesso edificio e la necessità di verificare la piena accessibilità degli ascensori per gli studenti con disabilità. A queste osservazioni si aggiunge una valutazione di carattere educativo: «Un edificio progettato come sede di uffici non può essere considerato idoneo, anche dal punto di vista pedagogico, a ospitare una scuola».
La proposta avanzata dalla coalizione è quella di utilizzare temporaneamente gli spazi disponibili negli altri istituti scolastici cittadini. Il calo demografico registrato negli ultimi anni, sostengono i firmatari, avrebbe infatti liberato numerose aule: negli ultimi dieci anni Aprilia avrebbe perso 1.405 studenti e, tra l’anno scolastico 2025/2026 e il 2026/2027, sarebbero venute meno quattro classi.
«La scuola Gramsci può essere ospitata, per il tempo strettamente necessario, all’interno di plessi già esistenti, sicuri e a norma. Una soluzione che consentirebbe di limitare gli interventi strutturali, ridurre sensibilmente i costi e mantenere la piena gestione pubblica del servizio scolastico».
La questione è tutta nelle mani delle tre Commissarie che, considerato il poco tempo a disposizione e l’assenza di un percorso di condivisione con le forze politiche, agiranno probabilmente seguendo il percorso
