In principio era La Dispensa di Annamaria. Oggi è La Libera Caffetteria e Bottiglieria di Teo. Insieme raccontano novant’anni di storia, intrecciati con quelli della città di Aprilia.
Un’attività nata e cresciuta insieme alla comunità apriliana, capace di custodire emozioni, memoria e un’idea di comunità di cui oggi la città ha ancora profondamente bisogno.
Per celebrare questo importante traguardo, oggi 29 giugno, autorità provinciali e regionali, ex amministratori del Comune di Aprilia, associazioni di categoria e famiglie storiche di coloni e pionieri hanno voluto rendere omaggio alla famiglia Ursini, giunta alla terza generazione alla guida di un’attività che rappresenta ormai un unicum nel panorama locale.
Oggi la storica bottega propone prodotti alimentari selezionati, vini, caffè, latte e specialità provenienti da filiere di qualità e da piccoli produttori.
«Non è il cibo dei ricchi – ama dire Teo, attuale gestore dell’attività – ma il cibo di chi è attento e consapevole e vuole apprezzare la qualità, non la quantità.»
A portare il proprio saluto sono stati l’assessore regionale al Lavoro, Scuola, Formazione, Merito e Urbanistica, Alessandro Calvi, il presidente della IX Commissione Sviluppo Economico e Attività Produttive della Regione Lazio, Vittorio Sambucci, e il presidente della Provincia di Latina, Federico Carnevale.
In un momento particolarmente delicato per la comunità apriliana, ancora profondamente segnata dallo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose e dal commissariamento, la presenza delle istituzioni regionali e provinciali ha assunto un significato speciale. Per questo motivo ha destato rammarico l’assenza della Commissione Straordinaria che oggi rappresenta il Comune di Aprilia.
Pur impossibilitati a partecipare, hanno fatto pervenire i loro saluti anche il presidente della Camera di Commercio di Latina, Giovanni Acampora, e il presidente provinciale di Coldiretti, Daniele Pini.

La storia di Annamaria
La famiglia Lucci proveniva da Bassiano. Il padre Giuseppe e la madre Filomena, originaria di Cisterna, erano agricoltori. Annamaria, insieme alle sorelle Alessandra e Alice, crebbe seguendo i genitori, fattori nei latifondi romani.
Era un’abilissima cavallerizza, dotata di grande intelligenza, carattere e spirito d’iniziativa. Qualità che seppe trasformare in capacità imprenditoriale. Da sola, spesso senza il sostegno del marito impegnato per lavoro lontano da casa, riuscì a crescere i figli – Antonio, scomparso a soli due anni, Alessandra, Palmira e Maria Luisa, nata nel 1934 a Spaccasassi – costruendo nel tempo una solida sicurezza economica per la famiglia.
Pur provenendo da una cultura contadina, sfidò le convenzioni sociali del suo tempo, affermandosi come una donna libera e determinata, tanto da poter essere considerata, con lo sguardo di oggi, una femminista ante litteram.
L’incontro con Mussolini
Non avendo ricevuto un podere come molti altri coloni arrivati durante la bonifica dell’Agro Pontino, Annamaria compì un gesto destinato a entrare nella memoria locale.
Il 4 luglio 1938 fermò il corteo di Benito Mussolini che transitava nei pressi della proprietà di Angelo Zanetti, poco distante dalla sua casa prefabbricata. Colpito dalla sua determinazione e dalla sua vicenda personale, Mussolini le concesse un piccolo appezzamento di terreno a Spaccasassi, passato alla storia come la “riserva del fazzoletto”.
Fu proprio lì che Annamaria costruì la sua Dispensa, destinata a diventare il punto di riferimento degli abitanti della zona, soprattutto delle famiglie venete. Qui si acquistavano generi alimentari, si beveva un bicchiere di vino e, dopo le dure giornate di lavoro nei campi, ci si ritrovava per una partita a carte.
La ricostruzione
La vera svolta arrivò nel dopoguerra.Carano, come Aprilia, era stata quasi completamente distrutta dai bombardamenti. Case e campi erano ridotti in macerie. Ancora una volta Annamaria dimostrò tutta la sua forza: ricostruì casa e attività mattone dopo mattone.Ottenne anche la licenza per la vendita dei tabacchi e, in pochi anni, trasformò nuovamente la sua impresa in uno dei principali punti di riferimento del quartiere, capace di evolversi insieme ai cambiamenti della società.
L’eredità raccolta da Teo
Dal 2002 il testimone è passato al nipote Teobaldo Ursini, per tutti semplicemente Teo.Curioso, attento alle persone e all’ambiente, profondamente legato alle tradizioni ma sempre aperto alla ricerca, ha trasformato l’attività di famiglia in un luogo unico.Da Teo il caffè diventa un percorso culturale: si possono degustare miscele provenienti da diverse torrefazioni artigianali, accompagnate da una proposta enogastronomica di alto livello, con diverse tipologie di latte e prodotti di forno e panetteria selezionati. La Libera Caffetteria e Bottiglieria, erede della Dispensa di Annamaria, ha ricevuto importanti riconoscimenti da Provincia di Latina, Camera di Commercio e Regione Lazio, diventando motivo di orgoglio per l’intera comunità apriliana.
Una storia che continua
Nonna Annamaria e mamma Maria Luisa sarebbero certamente orgogliose del percorso compiuto da Teo, Carolina e Annamaria, che durante la cerimonia hanno voluto ricordarle insieme alle autorità e ad alcune storiche famiglie apriliane, tra cui i Pazienti, i Risoluti, i Vescovi e i Mazzucco.
A fare da suggestivo sfondo all’incontro, un antico aratro a bilanciere portato dall’ingegner Pietro Scardala, simbolo del primo solco tracciato durante la fondazione della città e l’associazione Lo Scrigno, presente attraverso due significativi vestiti tipici, La Rondinella e l’Apriliana. Novant’anni dopo, quella storia continua. Una storia fatta di lavoro, sacrificio, coraggio, memoria e comunità. Una storia che appartiene non solo alla famiglia Ursini, ma a tutta Aprilia.