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Aprilia, Baldo boccia il bilancio delle Commissarie

Il segretario Edoardo Baldo critico sulle scelte della rinegoziazione dei mutui e sulle imposte locali

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“Le commissarie che amministrano la città di Aprilia, hanno proposto una gestione del settore finanze poco lungamente e molto lontana dalle esigenze reali del tessuto sociale, con scelte discutibili, che finiranno per accrescere l’esposizione debitoria del nostro comune”.

Non è un giudizio positivo quello che Fratelli d’Italia rilascia a commento delle decisioni assunte dal settore Finanze e dalla Commissione straordinaria che governa Aprilia. In particolare sono due le scelte che destano maggiori perplessità da parte del partito del centrodestra.

“Due atti da loro approvati infatti – spiega Edoarso Baldo – che lasciano presagire che ad oggi il Comune di Aprilia abbia estremo bisogno di liquidità immediata e così la decisione è stata quella di ottenere soldi facendo ricorso all’anticipazione di cassa e rinegoziando i mutui, ovvero chiedendo alla banca di anticipare una parte dei soldi che l’ente ha certezza di incassare l’anno successivo e prolungando le rate dei mutui già contratti con scadenza 2033 di ulteriori 10 anni”

Cosa comporterà tutto ciò? “Questo da un lato consentirà all’ente di pagare rate annuali più basse, ma lo scotto da pagare spetterà principalmente ai cittadini e alle prossime amministrazioni, che si troveranno a dover far quadrare i conti con un indebitamento prolungato nel tempo”, risponde il segretario cittadino di Fratelli d’Italia.

“E’ una scelta che contestiamo, soprattutto alla luce del fatto che – continua – avevamo avanzato la proposta di aderire alla rottamazione quinques, ma la nostra richiesta è rimasta inascoltata. Aderire alla rottamazione avrebbe permesso al contribuente volenteroso di mettersi in regola di pagare l’importo residuo azzerando le sanzioni, ma avrebbe portato non pochi vantaggi per il Comune, che avrebbe avuto la possibilità di incassare somme precedentemente difficili da recuperare, riducendo le così pendenze di vecchia data, ma avrebbe consentito anche di ridurre l’adozione di procedure coattive, diminuendo il carico di lavoro relativo alle attività di recupero coattivo, spesso lunghe, costose ma poco efficaci, come purtroppo sembra evidenziare la differenza forte tra le cifre accertate e quelle poi effettivamente riscosse”.

“Riteniamo che aderire alla rottamazione sarebbe stato l’esempio di quella buona amministrazione, attenta al vantaggio pubblico – conclude Baldo – ma non indifferente alle esigenze dei cittadini, che invece oggi saranno costretti a pagare per altri 20 anni i debiti dell’ente, a scapito delle progettualità future”.
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