Home Politica Aprilia – Aumenti per la Tari, ma restano i dubbi sul servizio

Aprilia – Aumenti per la Tari, ma restano i dubbi sul servizio

Forte malcontento per le tariffe in aumento per un servizio non sempre efficiente che ha provocato tanti disagi

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Mentre continua a far discutere la scelta delle commissarie di escludere i tributi locali dalla rottamazione quinquies, limitando forse alle sole violazioni del Codice della strada la possibilità di beneficiare della rateizzazione senza gravami, il Comune introduce correttivi alle tariffe della TARI. Una decisione che, con ogni probabilità, nasce dalla consapevolezza che gli uffici comunali, da soli, non sarebbero stati in grado di gestire l’ingente flusso di istanze che l’estensione della definizione agevolata ai tributi locali avrebbe inevitabilmente generato.

Intanto sulla TARI 2026, sembrerebbe sia in arrivo una stangata i anche se resta una domanda: se la Progetto Ambiente riduce il conto, perchè il servizio aumenta?
La temuta stangata sulla TARI, almeno per il 2026, sembra certa. Una notizia che molti cittadini accoglieranno con una certa rabbia, soprattutto dopo i rincari che negli ultimi mesi hanno interessato diversi servizi comunali, alimentando un clima di forte malcontento.

La Commissione Straordinaria ha approvato il Piano Economico Finanziario (PEF) 2026-2029 del servizio rifiuti e le tariffe TARI per il prossimo anno, recependo il nuovo metodo tariffario MTR-3 previsto da ARERA.
L’aspetto più rilevante della delibera riguarda la scelta del gestore, Progetto Ambiente, di rinunciare a una parte dei costi riconoscibili pur di contenere le tariffe. Nel dettaglio, la società rinuncerà a 524.570 euro nel 2026 e ad altri 436.287 euro nel 2027.

Una decisione che il Comune ritiene compatibile con l’equilibrio economico-finanziario del servizio.
È difficile non leggere questa scelta anche nel contesto politico attuale. Dopo le polemiche per l’aumento delle soste a pagamento e per altri rincari che hanno interessato la città, un incremento della TARI probabilmente accenderà un nuovo fronte di contestazione nei confronti della Commissione Straordinaria, già alle prese con un consenso tutt’altro che positivo.

Se il cittadino giustamente protesta davanti a una bolletta che aumenta, dall’altra resta una domanda legittima: il contenimento delle tariffe avrà effetti sulla qualità del servizio?
Negli ultimi mesi non sono mancate le segnalazioni da parte dei cittadini. C’è chi lamenta difficoltà nel reperire i sacchetti per la raccolta dell’umido e chi evidenzia un servizio di raccolta rifiuti non sempre all’altezza delle aspettative.

Si tratta di criticità che meritano attenzione perché, se le tariffe devono coprire integralmente il costo del servizio, è altrettanto giusto che il servizio sia percepito come efficiente.
Va anche evidenziato un altro elemento contenuto nel Piano Economico Finanziario. La rinuncia ai costi da parte del gestore è prevista soltanto per il biennio 2026-2027. Per il 2028 e il 2029 non sono previste analoghe riduzioni e lo stesso PEF segnala per il 2028 uno scostamento rispetto al limite massimo di crescita dei costi, che il Comune conta di affrontare con il successivo aggiornamento biennale del piano.

Tradotto: il rischio di aumenti non sembra sia stato rinviato, non necessariamente scongiurato.
Per il 2026 il gettito da coprire attraverso la TARI sarà di circa 14,4 milioni di euro, con il 56,15% dei costi a carico delle utenze domestiche e il restante 43,85% a carico delle attività economiche. Restano confermate anche le agevolazioni comunali per oltre 242 mila euro, finanziate direttamente dal bilancio dell’ente.

Insomma, la notizia è che la stangata, per ora c’è. Tuttavia la vera sfida sarà dimostrare che il contenimento delle tariffe non si tradurrà in un servizio meno efficiente. Perché i cittadini, oltre a pagare il giusto, chiedono anche una raccolta dei rifiuti puntuale, un decoro urbano migliore e servizi all’altezza di quanto versano ogni anno. Se fosse diversamente, allora la Commissione avrebbe fatto un capolavoro.

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