Home Attualità Aprilia – Asam, uno spacchettamento inevitabile

Aprilia – Asam, uno spacchettamento inevitabile

L'intervento di Paciocca: "Abbiamo il compito e il dovere morale di difendere i lavoratori". Il 2 febbraio l'incontro sulla Multiservizi

- Pubblicità -
- Pubblicità -

Un vertice con i liquidatori dal quale prendere, semplicemente, atto di quello che – senza giri di parole – è il vero e proprio spacchettamento della società. Martedì 27 gennaio alle 15 la riunione in comune alla presenza della Commissione Straordinaria per fare il punto sulla scadenza del servizio di pulizia scaduto il 31 gennaio scorso. I sindacati non partecipano, non vengono invitati, da discutere c’è davvero poco. Lunedì 2 febbraio, presso la sala conferenze dell’associazione Raggio di Sole, la Funzione pubblica della Cisl, con il segretario provinciale Raffaele Paciocca, cercherà di fare il punto della situazione anche con la stampa, ma la volontà di trovare uno spiraglio, di individuare una soluzione c’è, ma non può essere unilaterale.

“Abbiamo il compito e il dovere morale di difendere i lavoratori – dice Paciocca – ma se difendiamo la Multiservizi ci prendiamo cura anche della città di Aprilia. Pensiamo alle famiglie, pensiamo allo scopo sociale di questa società e riflettiamo sui costi che graveranno sulla comunità dano ad un privato la gestione dei parcheggi. Non può prevalere questa logica, così si sfalda un tessuto sociale che è fatto anche di solidarietà e rapporti umani”.

Prossimi alla cessione sono anche altri servizi, come ad esempio il tecnologico, e tutto ciò che, carte alle mani, è anti economico per le casse del Comune. La scelta degli affidamenti esterni resta pur sempre una scelta: anche al Comune di Ostia, sciolto e commissariato per inflitrazioni mafiose nel 2016 a seguito dell’inchiesta Mafia Capitale, durante la gestione di Vulpiani furono adottati dei provvedimenti, alcuni dei quali criticassimi, come quella di modificare la classe turistica della cittadina litoranea, passata da B ad A, con un procedimento criticato ai tempi, anche con interpellanze parlamentari, per la discrezionalità usata nella determinazione dei canoni demaniali mettendone addirittura in discussione i criteri di obiettività e realtà. E, cosa ancora più importante, furono congelati gare ed affidamenti, nell’attesa di riorganizzare gli uffici comunali e creare dei servizi ad hoc per aumentare controlli e verifiche.

Se fuori dai portoni del Comune resta esclusa la politica, perché gli organi politici elettivi sono stati sospesi a seguito dello scioglimento per mafia, lo stesso accade per i rappresentanti dei lavoratori; il commissariamento influisce e non poco nella gestione finanziaria dell’ente, può decidere di tagliare dove la politica non può arrivare, assumersi responsabilità senza poi doverne pagare le conseguenze in termini elettorali quelle decisioni. E agli occhi di chi da anni assiste da spettatore all’annuncio della nave che cola a picco, soprattutto nel momento in cui la politica non è più credibile agli occhi dei cittadini e silente, forse è il male minore.



- Pubblicità -
Exit mobile version