La questione della connessione alla rete internet continua ad essere un problema in quel di Fondi. Non in tutte le zone, ma in alcune di esse, i risultati di quelli che erano sembrati “atti vandalici” e che invece appaiono sempre più come delle manomissioni – e dunque dei reati – continuano a dare problemi.
Nei giorni scorsi avevamo dato riscontro delle cabine danneggiate della fibra, poi dei cartelli apparsi su di esse in cui si invitavano – neppure troppo gentilmente – gli operai di uno dei gestori telefonici a non ripararle e a piazzarle sotto casa di altre persone.
Infine, come segnalato da una lettrice, una delle cabine, nella giornata di ieri è finita a terra, apparentemente divelta da ignoti.
Sui social le lamentele comunque non accennano a diminuire. Pare ci siano fondamentalmente due fazioni: una molto più numerosa, che continua a denunciare disservizi e se la prende contro chi avrebbe deciso deliberatamente di abbattere la connessione internet fissa in una zona specifica di Fondi (tra l’edificio scolastico Aspri e il liceo Gobetti, ovvero tra via Catullo e via Turati); altri, oggettivamente minoritari, danno ragione a chi non vuole tale dispositivi vicino casa. Però, attenzione, in una società le cose non funzionano proprio come in un regime di anarchia. Non è che qualcuno la mattina può svegliarsi e smontare dei pali della luce in strada, dei tubi dell’acqua o anche delle colonnine della fibra ottica. Anche perché in molti pagano per quel servizio che, nel frattempo non gli viene neppure erogato.
Dall’assistenza di uno dei gestori telefonici chiamati in causa, si è provato a dare come termine ultimo per sistemare il danno 48 ore. Questo, sempre che i cosiddetti “No Fibra” non “intervengano” nuovamente a danneggiare il sistema di connessione, con tutto ciò che questo comporta.
Sempre in un’ottica di informazione, bisogna sottolineare che la fibra ottica, a differenza di altre tecnologie non produce neppure campi elettromagnetici, in quanto i dati passano all’interno del filo di vetro e materiale plastico non disperdendo nulla nell’atmosfera. Questo a differenza di dispositivi mobili come i cellulari e i router Wi-Fi. Ma ovviamente, anche se questo non lo dicono le compagnie telefoniche, né le lobbies del settore, bensì i manuali scolastici neppure troppo complessi da studiare, si può anche comprendere che qualcuno non voglia ascoltare o acculturarsi, ma in molti gradirebbero quanto meno di non essere privati di servizi che, nella maggior parte dei casi, coincidono anche con attività lavorativa o di studio.
