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Aggressione alle Vele, Roger Calloni ammette i fatti ma nega la volontà omicida

Dopo l’interrogatorio il giudice convalida l’arresto e conferma il carcere per il 57enne: ha pianificato colpi reiterati

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Il giudice per le indagini preliminari Mario La Rosa ha convalidato l’arresto di Roger Calloni, l’uomo di 57 anni finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio per avere picchiato a sangue Nico A. il 55enne che aveva ospitato in casa sua da un mese, in un appartamento popolare del lotto 47, all’undicesimo piano di una delle vele di viale Nervi. L’indagato assistito dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti ha risposto alle domande del giudice e ha persino ammesso i fatti, confermando l’aggressione, ma ha negato la volontà di uccidere che il pubblico ministero gli contesta, sulla base delle indagini dei carabinieri.

Roger Calloni si è giustificato sostenendo che aveva scoperto di essere stato derubato dal suo ospite. Quel giorno gli erano spariti cento euro e aveva sospettato del 55enne, che nel frattempo era sceso di qualche piano per andare a trovare l’ex compagna. Il 57enne lo aveva chiamato più volte, e quando l’ospite si era presentato al suo cospetto, lo aveva colpito più volte alla testa e al volto con una spranga di metallo. Secondo gli investigatori aveva anche impugnato un coltello, come testimoniano alcuni tagli sul corpo della vittima.

In ogni caso Nico A. era poi tornato a casa dell’ex per medicarsi da solo. Era stata la donna a chiedere aiuto al 112, anche se l’uomo aveva simulato una caduta per le scale. I soccorritori non gli avevano creduto e sul posto erano intervenuti anche i carabinieri, che erano risaliti a Roger Calloni, scoprendo la presenza di molte tracce di sangue nell’appartamento. A terra c’erano persino frammenti di denti persi dalla vittima. Quest’ultimo solo più tardi si era convinto a parlare, sostenendo di essere stato accusato dall’aggressore di avergli rubato un pacco. Una versione leggermente discordante con quella fornita sin dal primo momento da Calloni.

Per il giudice comunque non è bastato il comportamento collaborativo di Calloni. A smentirlo, secondo il gip, sono state le modalità dell’aggressione. Il fatto che avesse chiesto a più riprese al suo ospite di raggiungerlo, proverebbe che “pianificato il suo agire” escludendo che si sia trattato di un gesto d’impeto alla scoperta dell’ammanco del denaro. Nella valutazione del giudice ha pesato anche la valenza psicologica dell’aggressore, che ha reiterato i colpi nei punti vitali. Tra l’altro, osserva il gip, Roger Calloni “ha dimostrato di essere una personalità violenta, facilmente irascibile e priva di auto controllo”. Non da meno la circostanza che la vittima, a causa delle ferite, sarà ospitata dall’ex compagna, quindi vivrà per un periodo nello stesso condominio dell’aggressore: ciò rende quest’ultimo incompatibile con la liberazione dell’indagato.

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