Treviso – Tragedia in una palestra di Dosson, frazione del comune di Casier, dove una studentessa universitaria di 21 anni si è improvvisamente sentita male mentre stava partecipando a una lezione di pilates insieme alla madre. La giovane – secondo la stampa nazionale – avrebbe accusato una grave difficoltà respiratoria, riuscendo appena a chiedere aiuto prima di accasciarsi al suolo.
I presenti hanno immediatamente lanciato l’allarme. L’istruttrice ha contattato il 118 e, con il supporto del personale della struttura, ha prestato i primi soccorsi seguendo le indicazioni fornite telefonicamente dai sanitari. Secondo quanto riferito dalla direzione della palestra, la ragazza è rimasta cosciente fino all’arrivo dell’ambulanza, rispondendo alle domande dei soccorritori e lamentando soprattutto una forte mancanza d’aria.
Trasportata d’urgenza in ospedale, le sue condizioni si sono però rapidamente aggravate. Al pronto soccorso i medici hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, protrattesi per circa due ore, ma ogni sforzo si è rivelato purtroppo vano. Il cuore della giovane ha cessato di battere poco dopo.
La studentessa, residente nel Trevigiano e iscritta all’Università di Padova al corso di laurea in Statistica, non aveva mai manifestato particolari problemi di salute. Secondo quanto riferito dai familiari, solo il giorno precedente avrebbe avuto un lieve stato febbrile, poi rientrato. Era inoltre in possesso di un certificato di idoneità sportiva recente e praticava regolarmente attività fisica.
La direzione della palestra ha precisato che la struttura è dotata di defibrillatore e che tutto il personale è formato per affrontare emergenze sanitarie. In questa circostanza, tuttavia, non si sarebbero verificate le condizioni per l’utilizzo del dispositivo, poiché la giovane non avrebbe mai perso conoscenza prima dell’arrivo dei soccorsi.
La procura ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti figura anche quella di una possibile embolia polmonare, che avrebbe provocato inizialmente l’affaticamento respiratorio e, successivamente, l’arresto cardiaco.
