La notte di Santo Stefano è stato accoltellato a Napoli da una gang di giovani ed ha rischiato la vita; a distanza di pochi mesi Bruno Petrone, 18enne originario di Minturno, promettente giocatore di calcio dell’Angri, ha rivisto i suoi aggressori presenti presso il Tribunale dei minorenni di Napoli.
L’autore del folle gesto, un quindicenne napoletano, tramite il suo avvocato, ha consegnato una lettera di scuse al giudice, che ha sollecitato l’aggressore a dare la mano alla vittima. Bruno Petrone ha stretto la mano, a conferma di un comportamento degno di nota.
Ma la madre Dora, ieri, ha specificato che l’aver dato la mano è stato un segno di rispetto, ma non è certo un perdono e chi sbaglia deve pagare. Il giudice ha stabilito una misura meno afflittiva ai 4 aggressori, rimasti in carcere per circa sette mesi. I componenti della banda sono stati trasferiti tutti in una comunità.
